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Atletica

Sul tappeto volante, a doppia velocità: Nadia Battocletti, classe da principessa e sigillo di garanzia. Grande gestione della ferritina

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Nadia Battocletti
Nadia Battocletti / Grana/FIDAL

Quando si parla di Nadia Battocletti conviene sedersi comodi e farsi aiutare da un pallottoliere per contare la mole sconfinata di medaglie conquistate nel corso di una carriera in cui ha più volte ribadito di essere la principessa assoluta del mezzofondo, sedendosi al tavolo delle grandissime in campo internazionale, banchettando con i riferimenti ultra competitivi del panorama globale e gareggiando alla pari con i fenomeni africani, che sulle lunghe distanze hanno sempre avuto modo di brillare.

La fuoriclasse trentina ha saputo confermarsi Campionessa d’Europa sui 5000 metri, danzando su un tappeto volante e sciorinando una superiorità acclarata: brava a gestire il ritmo per quattro chilometri, superba nel gestire i tentativi altrui, scaltra nell’inserirsi in quarta posizione al suono della campana e poi, sul suo terreno di caccia prediletto, ha operato un triplo sorpasso all’esterno, ha piazzato la grande rasoiata risolutiva sul rettilineo opposto, scappando via a velocità doppia rispetto alla concorrenza.

La difesa del titolo conquistato due anni fa allo Stadio Olimpico di Roma non è assolutamente banale. Che Nadia Battocletti sia nettamente superiore alle avversarie in campo continentale è stato dimostrato, ma la marcia di avvicinamento a Birmingham è stata molto complessa e non bisogna mai dare nulla per scontato. Bisogna riavvolgere il nastro allo scorso 4 giugno, quando l’azzurra va in apnea al Golden Gala e chiude i 5000 metri in tredicesima posizione, arrivando al traguardo stremata.

Si era presentata nella Capitale con grandi ambizioni e invece non fu mai della partita: lì si è acceso un campanello d’allarme e le settimane successive sono state molto difficili. La 26enne scoprì di avere valori di ferritina molto bassi ed è andata in raduno per cinque settimane al Rifugio Campolongo (sopra Asiago). Per recuperare le è servita un’integrazione ad hoc con frutta, verdura e carne di struzzo, ricca di ferro e meno grassa del cervo.

In quei momenti faticava a viaggiare a tre minuti al chilometro, ma pian piano si è ritrovata e ieri sera si sono visti i frutti di un lavoro meticoloso e di una perfetta gestione tecnico-tattica, merito della saggia guida di papà Giuliano. Altro numero da manuale di uno staff ai massimi livelli, alle spalle di un talento formidabile, argento olimpico e mondiale sui 10.000 metri, Campionessa del Mondo sui 3000 metri, Campionessa d’Europa nella corsa campestre, due volte oro europeo sui 5000. Una garanzia. E ora pronta per il bis continentale sulla massima distanza…

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