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Atletica

Stile di corsa “raro” e carattere distintivo: Pernici in finale agli Europei, cosa può fare sugli 800? Avversari di lusso

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Francesco Pernici
Francesco Pernici / Grana/FIDAL

Francesco Pernici ha uno stile tutto suo nel correre, indubbiamene distintivo e caratteristico, non banale e tutt’altro che diffuso. Anzi, è sempre più raro, proprio per la complessità del gesto e per la tenuta mentale richiesta: per attaccare a tutta fin dal primo metro servono tanto cuore e un po’ di sana pazzia sportiva. Sono molto pochi i frontunner di spessore nel panorama internazionale e sicuramente il 23enne bresciano è uno degli interpreti più apprezzati di questo schema tattico, ben noto all’intera concorrenza e che sta diventando sempre più conosciuto grazie alle prestazioni conseguite agli Europei.

Il primatista italiano, capace di battere il mitico record di Marcello Fiasconaro dopo 53 anni, non bada a spese in termini sportivi, scatta a razzo, prende la testa della corsa, affronta la gara di petto, tiene il suo ritmo e prova a sfiancare gli avversari. Non semplice, perché nei fatti indossa i panni di una lepre, che però ha l’obiettivo di fare risultato e non di aiutare gli altri uomini in pista. Nella semifinale disputata stamattina all’Alexander Stadium di Birmingham, all’azzurro sono mancate le energie sul rettilineo e ha subito un quadruplo sorpasso, pur riuscendo a qualificarsi alla finale con il secondo tempo di ripescaggio.

L’allievo di coach Dalmazio Bersini ha chiuso in 1:43.84, suo secondo crono in carriera, alla pari con quello dello scorso anno nella semifinale dei Mondiali di Tokyo e superiore solo al primato nazionale (1:43.60). A dimostrazione del ritmo sostenuto, va annotato che l’irlandese Mark English ha siglato il record dei campionati (1:43.49) dopo addirittura 48 anni. In una semifinale, decisamente insolito. Ed ecco che arriviamo alla domanda che tanti appassionati si staranno ponendo: fin dove può spingersi Francesco Pernici? Che obiettivi può avere nella finale di giovedì 13 agosto?

Il diretto interessato ha dichiarato che non si accontenterà del quinto posto, il sogno è dunque quello di dare caccia a una medaglia in un contesto molto competitivo. Si è capito che Francesco Pernici non scende a patti e dunque lo dovremmo vedere ancora da frontrunner, anche se un approccio più misurato potrebbe permettergli di avere più energie per il concitato finale. I rivali: il 33enne irlandese Mark English (bronzo agli Europei 2022 e nell’ultima rassegna continentale in sala, semifinalista olimpico e mondiale); il 24enne britannico Ben Pattison (bronzo iridato nel 2023, semifinali a Parigi 2024 e nella rassegna iridata della scorsa estate); il 24enne spagnolo Mohamed Attaoui (argento in carica, quinto agli ultimi Mondiali e bronzo iridato in sala); il 24enne Max Burgin (personale da 1:42.29, quest’anno ha battuto anche Wanyonyi in Diamond League).

Il 24enne spagnolo David Barroso (vincitore alle Universiadi), senza dimenticarsi del 26enne francese Corentin le Clezio e del 27enne croato Marino Bloudek. Servirà correre sotto il record italiano? Ci sarà bisogno di un tempo a effetto nei pressi di 1:43 netto? A Roma 2024 uscì una gara tattica, vinta dal francese Gabriel Tual (eliminato oggi) in 1:44.87, davanti ad Attaoui (1:45.20) e al nostro Catalin Tecuceanu (1:45.40).

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