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Sci di fondo, Alexander Bolshunov prossimo al ritiro? Dal fuoriclasse russo parole che sanno d’addio

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Alexander Bolshunov
Bolshunov / La Presse

Alexander Bolshunov è stato il più grande rivale di Johannes Høsflot Klæbo, del quale è peraltro coetaneo. Il fondista russo è stato l’unico in grado di sfidare ad armi pari il fenomeno norvegese, che negli ultimi anni ha polverizzato qualsiasi record nello sci di fondo, essendo stato in grado di compiere imprese senza precedenti tra Giochi olimpici e Mondiali.

Purtroppo, l’embargo posto nei confronti della Russia a partire dal febbraio 2022 ha privato lo sport di quello che avrebbe potuto essere un dualismo eccezionale, trasformando la disciplina nel one-man-show dello scandinavo. Ora che si discute della possibile riammissione dei russi anche negli sport invernali, Bolshunov ha tuttavia fatto capire di non avere grande interesse nella vicenda. Anzi, ha sostanzialmente fatto capire di essere molto vicino al ritiro.

Sasha è difatti recentemente diventato padre per la seconda volta e ha parlato apertamente della sua situazione, spiegando di essere mentalmente molto lontano dall’agonismo: “Sono contento di essere stato vicino a mia moglie Anya per aiutarla in questa fase delicata. Grazie a Dio è andato tutto bene e ho potuto passare del tempo con le persone che amo. Non mi sono allenato granché, ma la mia famiglia era più importante.

Anzi, a essere sincero, il mio pensiero in questo momento non è di ricominciare ad allenarmi. Bensì di mollare tutto e stare con mia moglie e le mie figlie. Per quattro anni mi sono preparato nella speranza di poter gareggiare a Milano Cortina 2026, perché si diceva c’era la possibilità di esserci, ma così non è stato. Potrebbe accadere lo stesso anche con quelle del 2030. Sinceramente, non ne posso più.

Se non gareggi per uno o due anni, puoi comunque ammortizzare e restare motivato. Però, se si va oltre questo arco temporale, si comincia a ingannare sé stessi, anche perché non c’è più spazio per migliorare. È breve il periodo della nostra vita in cui si possono ottenere grandi risultati e questo periodo mi sta venendo tolto.Ho potuto competere a livello internazionale dal 2018 al 2022, in quelle cinque stagioni ho vinto 17 medaglie tra Olimpiadi e Mondiali. Avrei potuto arrivare a 40, se non ci fosse stato l’embargo. Invece niente.

Se mi chiedete del futuro, io rispondo che senso avrebbe allenarsi. Non c’è, non lo vedo. La nobiltà dello sport sta nel poter provare qualcosa tramite i risultati, ma se non puoi farli, che senso ha praticare sport? La motivazione e i risultati sono tutto. Non è neppure più una questione legata alla possibilità che la Russia venga riammessa in Coppa del Mondo dalla Fis. Sinceramente, non me ne frega più niente delle loro decisioni e la mia non dipenderà dall’eventuale possibilità di rientrare nell’arena internazionale”.

Bolshunov non gareggia sul palcoscenico internazionale dal febbraio 2022. Sino a quel momento, il conteggio dei successi nelle competizioni di primo livello era di 51 per Klæbo e 31 per il russo. Negli appuntamenti con le medaglie in palio, il conto degli ori era di 4-3 per lo scandinavo. Poi, nel ciclo olimpico caratterizzato dall’embargo della Russia, Klæbo ha ottenuto 75 vittorie e 9 medaglie d’oro individuali tra Mondiali e Olimpiadi. Bolshunov è viceversa rimasto confinato nel circuito nazionale.

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