Atletica
Rigenerato dalla cura Camossi, frenato dal fisico sul più bello: Marcell Jacobs era tirato a lucido, poi…
Era il settembre 2023, dopo le difficoltà riscontrate ai Mondiali di Budapest, quando Marcell Jacobs decise di lasciare il suo allenatore Paolo Camossi, colui che lo accompagnò nella transizione dal salto in lungo alla velocità e che lo guidò verso la consacrazione imperitura a Campione Olimpico dei 100 metri. Dietro una delle più grandi imprese della storia dello sport tricolore (stiamo parlando della gara regina ai Giochi, è sempre bene ricordarlo) figura il tecnico italiano.
Nelle due stagioni successive il sigillo a cinque cerchi si festeggiarono anche un titolo europeo sui 100 metri e un’affermazione iridata sui 60 metri indoor, ma il velocista lombardo aveva bisogno di cambiare aria. La scelta ricadde sullo statunitense Rana Reider, con tanto di trasferimento in Florida. Il feeling probabilmente non esplose mai e forse l’azzurro non era il pupillo in quell’ambiente, ma l’esperienza in terra americana non fu da buttare e culminò con il quinto posto alle Olimpiadi di Parigi 2024: tre anni dopo l’oro di Tokyo, dove firmò il record europeo (9.80), Marcell Jacobs riuscì comunque a chiudere in quinta posizione con il crono di 9.85, il migliore della carriera se si esclude quanto confezionato il 1° agosto 2021.
Il 2025 fu problematico, con diverse criticità fisiche, una forma inseguita a lungo e mai arrivata, l’eliminazione nella semifinale dei Mondiali di Tokyo con un alto 10.16. E ancora una volta dopo i Mondiali, il cambio di allenatore. Questa volta per ritornare a casa, da Paolo Camossi. Il riavvicinamento ha restituito un Marcell Jacobs tirato a lucido: prima volta sotto i dieci secondi dopo quasi due anni (9.99 al Golden Gala e 9.96 in Diamond League a Parigi, miglior prestazione europea stagionale), poi il roboante 9.67 ventoso di Eisenstadt (4,1 m/s di brezza a favore, terzo crono mondiale di sempre in ogni condizione).
Ieri sera una semifinale condotta a meraviglia agli Europei. Sembrava tutto apparecchiato per il terzo titolo continentale consecutivo, con anche la possibilità di correre un gran tempo a Birmingham. Ma a tradirlo è stato ancora il fisico, con un problema all’adduttore emerso pochi minuti prima dell’atto conclusivo, lo stesso che lo aveva obbligato a fermarsi dopo Eisenstadt, rinunciando alle gare di Montecarlo e Monaco.
Il fisico di cristallo ha presentato ancora una volta i conti: la cura Camossi ha funzionato sul ritorno della voglia, sulla tecnica, sul rendimento, sulla corsa e sui tempi, ma purtroppo i muscoli hanno voltato le spalle al quasi 32enne, proprio sul più bello, a un passo da quello che sarebbe stato un tris storico. E l’auspicio è che l’infortunio non sia così grave, in modo da non mettere già in salita la marcia verso il 2027, con i Mondiali in Cina ad aprire la strada verso le Olimpiadi di Los Angeles.
