Tennis
Puppo: “Jodar è convinto di poter rompere le scatole, e le rompe. Fa come Sinner agli inizi”
La Finale dell’ATP 500 di Washington che ha visto trionfare Taylor Fritz contro un sempre più convincente Rafael Jodar e la prestazione offerta da Lorenzo Musetti in terra statunitense sono stati tra gli argomenti più battuti da Dario Puppo in occasione dell’ultima puntata di TennisMania, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport a cura dello stesso Puppo insieme a Massimiliano Ambesi e Guido Monaco.
La voce di Eurosport in prima battuta ha sottolineato la grande crescita del tennista spagnolo, autore di una clamorosa scalata in termini di classifica: “Alcaraz e Sinner hanno fatto in fretta a scalare la classifica, ma sono arrivati sul circuito prima rispetto a Jodar, che da fine settembre 2024 a fine marzo 2025 non gioca e si concentra nell’anno che ha fatto al college. La scalata senza precedenti è che in undici mesi è passato dal numero 540 del mondo alla top 20, vincendo due Challenger e raggiungendo una finale ATP a Marrakech. La partita con Fritz mi è piaciuta molto. Per descriverlo, secondo me, si deve scomodare Djokovic: farebbe di tutto in campo, anche vendere la mamma. Io non ho visto se si è rotto veramente il laccio, ma non gli importa quanto ci mette, è andato avanti. Sul 3-0 e servizio di Fritz sembrava morto e in difficoltà, poi gli toglie un servizio, sta lì, fa quella caduta con una dinamica strana. Sul 5-4, con Fritz che serve per il match, chiama il medical time-out: uno come Sinner non lo farebbe mai. Lui è convinto di poter rompere le scatole, e le rompe. Fritz era stanco per la tensione. Jodar lo trovo secondo a nessuno sotto questo aspetto. Il paragone è anche con Alcaraz, ma lui lo è ancora di più”.
Il giornalista ha inoltre rimarcato la differenza con un altro talento, Joao Fonseca, che a differenza di Jodar non è mai andato al college nonostante ne avesse avuta la possibilità, elencando allo stesso tempo ache i punti deboli dell’iberico: “Senza il college il portoghese si è fatto vedere alle Next Gen Finals, ma il percorso di Jodar è stato incredibile. Tatticamente ci sono delle cose che mi lasciano basito: nelle fasi importanti non puoi giocare sul dritto di Fritz, lo scambio otto volte su dieci lo perdi. Non sappiamo però dove possa arrivare. Ha potenziale, anche se non mi fa impazzire come gioca. Sulla terra mi piace: ha variazioni. Sul cemento ha delle doti di recupero pazzesche, specie con quel fisico. Quando va in difficoltà con uno che ha il dritto pesante gli gioca in mezzo. Aspetta un po’ troppo di vedere l’errore dell’altro. Non sempre gioca lungolinea, tende a finire al centro. La partita che più mi ha impressionato è stata quella contro Tabilo. Lui giocava di dritto in modo clamoroso. Jodar con Musetti non ci ha capito un granché: Lorenzo ha un gioco strano, ha fatto due o tre rovesci importanti. Poi però si ferma, riparte e riprende”.
Puppo ha quindi proseguito: “Jodar tatticamente non si fa grossi problemi. Magari perde il primo set e poi rimedia, come faceva Sinner agli inizi. Vorrei capire cosa succede se arriva un allenatore di un certo tipo tipo Ferrero, nonostante la grande stima per il papà che lo segue. Pensa di giocare bene di volée, ma crede che, giocando meglio in difesa, sia la scelta migliore. Dipende anche dalle condizioni della superficie. Musetti ha bisogno di una voce dentro che gli dica di andare avanti, Jodar no”.
