Nuoto
Pagelle Europei nuoto 2026 (11 luglio): Martinenghi indica la strada, Curtis si sblocca, Quadarella imperatrice del mezzofondo
PAGELLE EUROPEI NUOTO 2026
Martedì 11 luglio
Nicolò Martinenghi 10: il varesino si è ritrovato a Parigi, dopo una stagione complicata. Nessuno poteva immaginarsi un risultato del genere, ma turno dopo turno la medaglia d’oro continentale, la seconda dopo Roma 2022 nei 100 rana, è diventata realtà. Un’affermazione di un campione con la c maiuscola, spesso sottovalutato, in grado di vincere tutto e di ritrovare le giuste motivazioni.
Simona Quadarella 10: quattro sono le vittorie negli 800 stile libero agli Europei e nove i titoli in totale nel Vecchio Continente. E’ lei l’imperatrice del mezzofondo europeo e nella finale odierna delle 16 vasche l’ha voluto ribadire con forza. E ci sono ancora altre opportunità per aggiornare il palmares…
Sara Curtis 8: prima italiana a conquistare una medaglia nella gara regina, al suo primo campionato europeo in vasca lunga. Nei 100 sl, la distanze che predilige meno di 50 dorso e 50 sl, la piemontese ha centrato l’obiettivo. Per una ragazza di 19 anni, con tali margini, il meglio deve ancora venire.
Simone Cerasuolo 7.5: il bronzo del romagnolo nei 100 rana non è stato solo un modo per rafforzare il trionfo italico. E’ stato la riprova che Cerasuolo può essere competitivo anche nella doppia distanza e non solo nei 50. Da quel titolo mondiale vinto a Singapore, l’atleta ha trovato grandi consapevolezze e non si vuol fermare.
Thomas Ceccon 7-: affronta un programma audace, sfiorano il podio nei 50 farfalla e centrando l’accesso alla finale dei 200 dorso per un soffio. Un esperimento che, leggendo sui social, non si replicherà, dando maggior priorità alla velocità pura piuttosto che alle 4 vasche a pancia in su. Da premiare per il coraggio, ma non altrettanto sulla scelta strategica a conti fatti.
Carlos D’Ambrosio 7: in una delle gare a più alti contenuti tecnici, l’italo-cubano centra un accesso in finale nei 100 sl tutt’altro che scontato. Il personale è stato un bel modo per centrare l’obiettivo, ma per pensare al podio bisognerà davvero salire di colpi in modo sensibile. Vedremo Carlos saprà stupire.
Benedetta Pilato 7: per 80 metri una grande Benedetta, ma negli ultimi 20 tanta fatica. E’ un po’ il tema ricorrente del 100 rana. Essere lì in lizza per le medaglie è una buona notizia, visto il periodo trascorso, ma difficile nutrire ambizioni di vittoria con questa criticità. Vedremo se in finale le cose cambieranno.
Silvia Di Pietro 7: 50 farfalla di livello assoluto e brava la romana a nuotare un crono abbondantemente sotto i 26″ per andarsi a prendere un piazzamento in top-8. Servirà la perfezione per nutrire ambizioni da medaglia, ma Di Pietro ha dalla sua la carta dell’outsider.
Lisa Angiolini 6: sufficienza per l’ingresso in finale, ma poco convincente nella semifinale dei 100 rana. Si sperava di vederla sotto il limite dell’1’06”, ma la sua azione è stata un po’ troppo compassata. Servirà cambiare registro in finale.
Ludovico Viberti 4: non ci si vuol accanire contro il nuotatore piemontese, ma l’errore nella staffetta mista mista è stato pesante perché ha privato il quartetto tricolore di una finale in cui si poteva centrare il bersaglio grosso.
