Nuoto
Nuoto, la Next Gen si è fatta vedere ai campionati di categoria di Roma
Non è stato soltanto un campionato di titoli e medaglie. La manifestazione ha lasciato Roma con una serie di indicazioni che vanno oltre il semplice albo d’oro: record italiani, finali decise per pochi centesimi, giovani capaci di affacciarsi già su tempi di rilievo e, sullo sfondo, il passaggio di testimone tra una generazione che ha segnato la storia recente del nuoto italiano e quella chiamata a raccoglierne l’eredità.
Il segnale più forte è arrivato dai Juniores. Tre record italiani nella quarta giornata hanno dato una dimensione concreta alla qualità della manifestazione. Biagio Aldrighetti ha firmato il risultato più pesante nei 200 misti: 1’58″58, primo crono della sua carriera sotto i due minuti e nuovo limite nazionale di categoria, cancellando dopo sette anni il primato di Thomas Ceccon. Un miglioramento di oltre tre secondi rispetto al precedente personale che racconta bene la portata della sua prestazione.
La velocità ha confermato la vitalità del settore. Cristian Tassan-Caser ha portato il record italiano Juniores dei 50 stile libero a 21″99, mentre Elena Iannolo ha riscritto quello femminile con 25″05. Per entrambi, oltre al primato, c’è il dato del progresso personale: Tassan-Caser ha migliorato di venti centesimi il proprio limite, Iannolo addirittura di 64. Numeri che certificano una crescita evidente e che fanno dei due velocisti alcuni dei nomi da seguire nel prossimo futuro.
Tassan-Caser era già stato tra i protagonisti nei 100 stile libero, dove ha nuotato 48.37, fermandosi a meno di sei decimi dal record italiano Juniores. Una prestazione costruita con grande autorità, con un passaggio in 23.16 e un ritorno in 25.21, che lo ha portato davanti a Francesco Ceolin e Damiano Cappellazzo. Anche nella finale Seniores il livello è stato significativo: Luca Serio ha vinto in 49.01, precedendo Giovanni Carraro di appena due centesimi, mentre quattro atleti hanno chiuso sotto i 50 secondi.
Se i giovani hanno rappresentato la principale chiave di lettura della manifestazione, tra i Seniores non sono mancate conferme importanti. Lisa Angiolini è stata una delle protagoniste più continue dell’intera settimana, conquistando i 50, i 100 e i 200 rana. Proprio nei 200 rana il successo è arrivato al termine di un confronto quasi al fotofinish con Sara Franceschi, battuta per appena due centesimi. Franceschi ha poi risposto conquistando i 200 misti, mentre Aurora Velati ha centrato una vittoria significativa nei 200 dorso, superando Erika Gaetani.
Il tema dell’equilibrio ha attraversato gran parte del programma. È forse questo uno degli aspetti più interessanti emersi a Roma: molte gare non hanno avuto bisogno di grandi distacchi per raccontare il proprio livello. Nei 50 rana Seniores Francesco Pennetta ha preceduto Federico Rizzardi e Stefano Saladini di appena due centesimi complessivi; nei 200 farfalla Cadetti Nicola Furlani ha superato Matteo Palmisani per due soli centesimi. E nell’ultima giornata, dedicata ai 1500 stile libero, la tendenza si è ripetuta: Filippo Bertoni ha conquistato il titolo Cadetti con venti centesimi su Davide Grossi, mentre Ivan Sartor ha preceduto Andrea D’Apote di 28 centesimi tra gli Juniores.
Proprio Bertoni è uno dei nomi che esce maggiormente rafforzato dalla rassegna. Il cadetto ha completato la tripletta nei 200, 400 e 1500 stile libero, dimostrando continuità su distanze differenti e una notevole solidità lungo tutta la settimana. Nel mezzofondo femminile, invece, Sofia Biagi ha costruito un’altra doppietta di peso, imponendosi prima negli 800 e poi nei 1500 stile libero. Due percorsi diversi, ma accomunati dalla capacità di confermarsi quando la distanza aumenta e la gestione della gara diventa determinante.
E poi c’è Gabriele Detti. Il quarto posto nei 400 stile libero dell’ultima apparizione agonistica potrebbe sembrare un dettaglio marginale all’interno di un campionato dominato dai giovani, ma assume un valore completamente diverso se letto attraverso la sua carriera. Due bronzi olimpici, un titolo mondiale, un oro europeo e il lungo percorso condiviso con Gregorio Paltrinieri fanno di quel quarto posto il punto finale di una storia importante del nuoto italiano. Roma ha salutato così uno dei protagonisti di una generazione che ha portato il mezzofondo azzurro ai vertici internazionali.
È anche questo, in fondo, il senso della rassegna romana. Mentre Detti chiudeva il proprio percorso, Aldrighetti, Tassan-Caser, Iannolo, Bertoni, Biagi e gli altri giovani protagonisti dei campionati hanno dato forma a quello che potrebbe essere il prossimo capitolo. Non tutti sono pronti, naturalmente, a raccogliere immediatamente un’eredità così pesante, ma i segnali arrivati dalle corsie sono concreti.
