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MotoGP, fine settimana da incubo per Marc Marquez. Vincere solo sulle piste ‘amiche’ per ora non basta
Da quando è rientrato al Mugello dalla doppia operazione post-caduta di Le Mans, Marc Marquez ha collezionato tre vittorie e tre settimi posti nelle gare della domenica. Si tratta ovviamente di un’anomalia statistica, che mette però in luce pro e contro del nuovo approccio alle corse del fuoriclasse catalano dopo svariati incidenti e interventi chirurgici.
Sulle piste più favorevoli (e meno pericolose in caso di eventuali cadute) MM93 ha fatto quasi bottino pieno, firmando la doppietta in Ungheria e al Sachsenring e raccogliendo 32 punti su 37 a Brno, mentre altrove ha scelto di non prendere rischi eccessivi accontentandosi di piazzamenti per lui modesti senza esagerare con la consapevolezza di non potersi permettere ulteriori infortuni (non soltanto per il campionato ma anche per il suo futuro agonistico).
Il nove volte campione del mondo, nonostante questo rendimento altalenante post-Montmelò ed un disastroso primo terzo di stagione in cui ha fatto fatica fisicamente saltando anche due Gran Premi, si trova comunque al quarto posto nella classifica generale con un distacco di 40 punti dal leader Jorge Martin e 10 lunghezze dall’altra Aprilia ufficiale di Marco Bezzecchi.
L’impressione è che d’ora in poi Martinator ed il Bez potranno tornare stabilmente al livello di inizio anno, quindi Marquez sarà costretto ad alzare a sua volta l’asticella se vorrà rimanere fino in fondo in lotta per il titolo. Ad oggi il calendario (che rischia però di subire alcune modifiche) propone solamente tre circuiti sinistrorsi su dieci, di conseguenza Marc dovrà giocoforza migliorare la sua media punti sui tracciati con percorrenza in senso orario per sognare il decimo Mondiale già nel 2026.
