Canottaggio
Luca Rambaldi e la sfida mondiale del 4 di coppia: “Sono tornato per la luce negli occhi dei miei compagni”
Luca Rambaldi è stato l’ospite dell’ultima puntata di OA Focus, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il canottiere nativo di Ferrara, medaglia d’argento nel 4 di coppia maschile alle Olimpiadi di Parigi 2024 insieme a Luca Chiumento, Giacomo Gentili e Andrea Panizza, ha toccato diversi argomenti importanti nel corso dell’intervista concessa.
Il primo punto all’ordine del giorno, ovviamente, il suo ritiro non-ritiro. “Diciamo che la scelta del ritiro dopo Parigi era una decisione che avevo già preso e annunciato. Me lo ero detto nella mente mesi prima. Ero arrivato ad un limite di sopportazione importante. Avevo sognato quella medaglia olimpica per tutta la vita, mi era sfuggita in altre occasioni, quindi vincerla ha avuto un sapore particolare. Perchè? Il motivo è semplice, provavo diverse difficoltà con la schiena. Sentivo dolori e questo sport è logorante come sappiamo. Mi sono detto che se non mi sentivo in grado di dare il massimo era forse meglio farmi da parte. Dopodiché ho cambiato idea dopo non essere riuscito a entrare in dirigenza e mesi nei quali non avevo più toccato la barca”.
Una carriera iniziata a 19 anni, ma subito in salita: “Pronti via e ho dovuto affrontare un intervento per un’ernia alla schiena. Per un giovane atleta un intervento simile è ancor più complicato, come un crociato e un menisco per un calciatore. Rischiavo di essere subito messo da parte. Ma, dopo i miei risultati a livello giovanile ed i primi a livello senior, mi sono imposto che quell’infortunio non mi avrebbe fermato o ostacolato. Dopo 3 mesi sono tornato e piano piano ho ritrovato le giuste sensazioni, già puntando gli obiettivi importanti”.
Come si fa a convivere con la paura? “Quella c’è sempre. C’era ora e c’è anche oggi. Per tante cose, come per il non sentire di essere pronti per un Mondiale o per una Olimpiade. Bisogna saperci convivere. Se sia più difficile reagire a livello fisico o mentale? Penso siano allo stesso livello, ma senza il corpo sano come nel proverbio, tutto è più complicato”.
Non è facile trovare un “momento più bello” nella sua carriera? “Quando in doppio all’Europeo del 2023 nella prima gara insieme eravamo ai 1500 secondi all’inseguimento dei campioni olimpici. Abbiamo cambiato marcia, li abbiamo passati e abbiamo messo in scena il classico “venite a prenderci”. Con Filippo Mondelli? Io ero tanto la mente, lui il braccio con il suo “spacco tutto”, essendo una forza della natura. Purtroppo ci ha lasciati per una malattia nel 2021 poco prima delle Olimpiadi. Cosa mi manca di lui? Ho imparato tanto da lui dopo la sua scomparsa. Sarebbe meglio imparare in presenza, ma i valori che lasciano danno tanto alle vite degli altri. Io ero uno molto deciso e diretto, se qualcosa non andava mettevo subito un punto. Lui mi ha fatto capire che, invece, non bisogna fermarsi e continuare a martellare”.
Rambaldi predilige un metodo di allenamento ben preciso: “Guardando le esperienze di altri atleti, anche di altri sport, ho capito che quelli più longevi sono quelli più multidisciplinari con allenamenti molto intelligenti. Volumi di lavoro aerobico divisi in modo diversi. Amo fare altri sport come lo sci di fondo e cerco di allenarmi nel miglior modo possibile”.
Quale sarebbe il consiglio che darebbe ad un giovane? “Prendere una persona di cui hai fiducia e prendere quelle parole per vere. A volte uno si crea una autostima troppo alta o troppo bassa e capire di chi fidarsi è fondamentale”.
Il 4 di coppia sembra una squadra ben amalgamata: “Da qualche anno, dal 2018, abbiamo iniziato a fare risultati ed a vincere. Non è semplice arrivare lassù e confermarsi, ci vuole tanto lavoro. Noi non abbiamo segreti. Una squadra di calcio con 11 Messi o Cristiano Ronaldo non vince. Un quattro di coppia con ‘4 me’ non vince. Bisogna sempre cercare di mettere noi da dentro le nostre diversità in una sinfonia d’orchestra. Si tratta comunque di un equilibrio molto delicato e non è mai semplice”.
Ed ora sotto con il Mondiale: “Noi daremo tutto per confermarci ai massimi livelli, anche se sappiamo che l’obiettivo è l’Olimpiade. Sono tornato anche per quello ma, anche e soprattutto, per la luce che ho visto negli occhi dei mei compagni”.
