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Nuoto

L’Italia sfiora l’impresa ed è quarta nella 4×200 sl agli Europei. Che progresso di D’Ambrosio!

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Marco De Tullio

La nazionale guidata da Carlos D’Ambrosio, Marco De Tullio, Jacopo Barbotti e Filippo Megli non riesce nell’impresa della medaglia, ma sfiora il podio nella 4×200 stile libero maschile agli Europei in vasca lunga di Parigi 2026.  La giusta fusione tra veterani come De Tullio e Megli e giovani novità come Barbotti e D’Ambrosio, sebbene il secondo sia ormai l’uomo di punta di questa staffetta, funziona, e porta l’Italia a un passo dal bronzo europeo. Non basta il record italiano l’1:44.72.
Nulla possono gli azzurri  contro le formazioni della Gran Bretagna, Francia e Germania che hanno messo su un vero e proprio spettacolo qui davanti allo Stadio di Saint Denis. Record dei Campionati per la Gran Bretagna che chiude in 7:01.52, complice una gran densità di nuotatori capaci di nuotare una media di 1:45; seguono per l’argento i francesi, trainati da Leon Marchand  che nuotano un incredibile 7:02.23; chiudono il podio i tedeschi, molto compatti e terzi in 7:02.28.

Parte, e parte forte, in prima frazione il primatista italiano Carlos D’Ambrosio. Si fa sentire il pubblico francese e si fa sentire anche la preparazione sullo stile libero che annunciava Leon Marchand. La tribuna del Centor Aquatico Olimpico di Parigi sembra esplodere già al primo tocco, e potrà senz’altro esser considerata tra i meriti di quest’impresa francese. L’azzurro passa in 50.49, con il francese in un incredibile 50.08. La frazione di D’Ambrosio è da record italiano grazie al crono di 1:44.72, secondo solo al re di Francia Marchand che tocca in 1:43.76.

Piccolo cambio di strategia per la formazione italica che rispetto al mattino recupera Carlos D’Ambrosio al posto di Alessandro Ragaini e inverte l’ordine di partenza di Megli e De Tullio, con il livornese che si prende la frazione finale al posto del barese. Proprio quest’ultimo si prende la testa della gara superando la Francia chiudendo la sua frazione in 1:46.35, simile al tempo nuotato al mattino.

Quando siamo ormai a metà gara è Jacopo Barbotti ad entrare in acqua, e la situazione del campo gara è completamente resettata, con almeno cinque nazioni a giocarsi oro, argento e bronzo. Al termine della sua frazione, la formazione azzurra scivola al quarto posto, ma con un incredibile recupero di Barbotti nella sua tradizionale vasca finale, grazie alla quale l’Italia, finita in quinta posizione ai 550 metri, guadagna una posizione. Il crono finale è un ottimo 1:45.89.

In uno scalpitante palazzetto sono gli estremi della vasca con Filippo Megli dei nostri in corsia sette e il francese Roman Fuchs alla uno, letteralmente trainato dal pubblico, a giocarsi il podio. Nella bagarre per il bronzo c’è anche la Germania, che si fa beffare all’ultimo dalla nazione di casa. La frazione di Megli è di 1:45.86,  in linea con i contendenti per il podio, che non scendono sotto l’1:45.75.

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