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ArtisticaGinnastica e cultura fisica

Ginnastica artistica, Esposito e Iorio illuminano gli Europei! Manila prima alla trave. Italia seconda, volata lanciata

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Manila Esposito
Manila Esposito / IPA Agency

L’Italia ha tirato fuori le unghie e i denti in un turno di qualificazione che doveva essere molto complicato, emergendo di gran carriera sulla pedana di Zagabria (Croazia) e riuscendo a fare la differenza in maniera convincente nel turno preliminare che ha aperto gli Europei 2026 di ginnastica artistica femminile. La rotazione finale alle parallele asimmetriche è stata stellare e ha permesso alla nostra Nazionale di recuperare di forza, chiudendo al secondo posto nella classifica a squadre con il punteggio complessivo di 160.931.

Senza le infortunate gemelle D’Amato, con Angela Andreoli a casa non al meglio, con Martina Maggio ai box, le ragazze del DT Enrico Casella hanno risposto presente nel primo grande evento internazionale della stagione, chiudendo alle spalle soltanto della Russia, tornata a disputare la rassegna continentale dopo cinque anni d’assenza ed emersa subito da attrice protagonista (164.797). La nostra Nazionale proverà a difendere il titolo nella finale a squadre di domenica pomeriggio, con la consapevolezza che non sarà semplice tenere il passo di Angelina Melnikova, Anna Kalmykova e compagne.

Le Fate hanno saputo tenersi alle spalle avversarie di primissimo piano come la Gran Bretagna (160.795), la Francia (158.963), la Germania (158.897) e i Paesi Bassi (158.697). Monumento a Manila Esposito: ha abdicato lo scettro all-around, non cimentandosi su staggi e volteggio, ma dove si è esibita ha illuminato la scena da vera star assoluta. La campana ha eseguito un superbo esercizio alla trave, senza nemmeno inserire tutti gli elementi (14.000, 5.8 il D Score) e piazzandosi in prima posizione davanti alla britannica Alia Leat (13.933) e a Melnikova (13.833).

Proverbiale eleganza al corpo libero, semplificando alcuni passaggi (5.4), e terza piazza con 13.400, in scia a Melnikova (13.800) e alla britannica Abigail Martin (13.500). La capitana ha dato una scossa a tutta la squadra e sugli staggi le azzurre hanno illuminato: Elisa Iorio ha ruggito da autentica veterana, stampando un sublime 14.533 (6.2 la nota di partenza, senza collegare Pak e Shapo) e chiudendo in seconda piazza dietro alla tedesca Helen Kevric (14.766); Giulia Perotti ha rialzato la testa dopo la caduta in uscita alla trave (12.433), un errore al corpo libero (12.566) e un solo avvitamento al volteggio (13.033), esaltandosi con un ottimo 14.133 (ottava e pass per l’atto conclusivo); 14.000 di una brava July Marano (13.300 alla tavola, 12.733 alla trave, 13.000 al corpo libero).

Un plauso alla debuttante Anthea Sisio: quattro esercizi semplici, ma senza errori e un pesantissimo 13.800 con il doppio avvitamento al volteggio. Il turno preliminare assegnava anche le medaglie del concorso generale individuale: Angelina Melnikova ha rispettato il pronostico della vigilia, vincendo con 55.932. La Campionessa del Mondo ha unificato parzialmente la corona (il titolo olimpico è in mano a Simone Biles), preceduto la connazionale Kalmykova (54.632) e la francese Elena Colas (53.966). July Marano settima (53.033), Giulia Perotti decima (52.165), Anthea Sisio undicesima (51.766).

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