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Nuoto

Europei nuoto 2026: Alessandro Miressi ed Alessandro Ragaini. Un campione da ritrovare ed un talento da aspettare

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Alessandro Miressi
Alessandro Miressi / LaPresse

Un campione da ritrovare e un talento chiamato a confermare quanto di straordinario aveva fatto intravedere. La velocità azzurra guarda agli Europei di Parigi con due storie profondamente diverse ma accomunate dalla voglia di rilanciarsi. Alessandro Miressi e Alessandro Ragaini non arrivano alla rassegna continentale con i riflettori puntati addosso come in passato, ma entrambi possono rappresentare risorse preziose per una Nazionale italiana che punta a confermarsi protagonista anche nelle gare dello stile libero.

Per Alessandro Miressi, classe 1998, gli ultimi due anni sono stati probabilmente i più complicati da quando è esploso ai vertici del nuoto internazionale. Tra il 2018 e il 2024 il torinese è stato il punto di riferimento assoluto dei 100 stile libero italiani. Campione d’Europa della distanza, primatista italiano con 47″45, protagonista di una lunga serie di medaglie conquistate con la 4×100 stile libero e la 4×100 mista, Miressi è stato uno degli uomini simbolo del rilancio della velocità azzurra.

Poi qualcosa si è inceppato. Problemi fisici hanno limitato continuità e qualità degli allenamenti, impedendogli di esprimere quel livello che gli aveva consentito di frequentare con regolarità la barriera dei 48 secondi. Il cronometro ha smesso di sorridergli e anche il ruolo di leader nazionale nei 100 stile è stato progressivamente raccolto da una nuova generazione. Eppure sarebbe un errore considerare conclusa la parabola di Miressi. Agli Assoluti di Riccione il piemontese ha nuotato 48″46, tornando a esprimersi su un tempo di assoluto valore internazionale e conquistando la qualificazione per Parigi. Un risultato che, pur lontano dai suoi standard migliori, ha rappresentato un importante segnale di ripresa.

L’esperienza, in manifestazioni come un Campionato Europeo, pesa spesso quasi quanto il cronometro. Miressi conosce perfettamente le dinamiche delle grandi finali, ha disputato Olimpiadi, Mondiali ed Europei da protagonista e soprattutto sa esaltarsi quando entra in gioco la staffetta, specialità nella quale ha costruito gran parte del suo straordinario palmarès. Se dovesse ritrovare brillantezza nella seconda vasca, da sempre il suo marchio di fabbrica, potrebbe tornare ad avvicinare quei tempi sotto i 48 secondi che oggi sembrano lontani ma che appartengono ancora al suo bagaglio tecnico.

Diverso il percorso di Alessandro Ragaini, uno dei talenti più luminosi del nuoto italiano. Il marchigiano aveva sorpreso tutti nel 2024, quando ancora giovanissimo conquistò i 200 stile libero agli Assoluti in 1’45″83, centrando una clamorosa qualificazione olimpica e dimostrando di possedere qualità fuori dal comune. L’impressione era quella di assistere alla nascita del nuovo riferimento italiano della distanza.

La crescita, però, si è improvvisamente rallentata. Il 2025 non ha rispettato le aspettative e il processo di maturazione ha conosciuto una fase di stallo. Una situazione che ha portato Ragaini a cambiare diverse componenti del proprio percorso, dall’organizzazione degli allenamenti fino alla preparazione tecnica, con l’obiettivo di ritrovare serenità, fiducia e continuità.

I segnali del 2026 sono stati decisamente più incoraggianti. Agli Assoluti di Riccione il marchigiano è tornato competitivo ai massimi livelli nazionali, conquistando il bronzo nei 200 stile libero e il bronzo nei 400 stile libero, risultati che gli hanno spalancato nuovamente le porte della Nazionale per gli Europei. Anche nelle successive uscite stagionali ha evidenziato una crescita costante, lasciando intendere di aver finalmente imboccato la strada giusta.

A Parigi nessuno pretende che Ragaini sia già il dominatore dei 200 stile libero. A vent’anni dispone ancora di ampi margini di miglioramento, soprattutto sotto il profilo della continuità agonistica e della gestione delle grandi competizioni. Ciò che conta, in questa fase della carriera, è ritrovare quella progressione che sembrava essersi interrotta e costruire basi solide in vista delle prossime stagioni internazionali.

Le storie di Miressi e Ragaini raccontano due momenti opposti della carriera di un atleta. Da una parte c’è un campione che vuole tornare a frequentare l’élite europea e mondiale, dall’altra un giovane di enorme prospettiva che cerca la definitiva consacrazione dopo un inevitabile periodo di assestamento. Per l’Italia, che negli ultimi anni ha costruito una tradizione importante nello stile libero, ritrovare entrambi significherebbe aumentare sensibilmente il potenziale della squadra. Gli Europei di Parigi possono rappresentare il punto di svolta: Miressi è chiamato a dimostrare di avere ancora il talento per tornare protagonista tra gli under 48″, mentre Ragaini vuole confermare che il futuro del nuoto azzurro passa anche dalle sue bracciate.

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