Tennis
Djokovic: “Dopo Wimbledon mi sento benissimo, non stavo così da due anni”
Il rapporto tra Novak Djokovic e Cincinnati racconta una storia fatta di attese, sconfitte dolorose e, infine, grandi soddisfazioni. Il torneo dell’Ohio è stato per lungo tempo uno dei pochi Masters 1000 sfuggiti al campione serbo, capace di raggiungere più volte la finale senza riuscire a completare l’opera. Poi, nel 2018, è arrivata la svolta: il primo trionfo che gli ha permesso di completare la collezione dei nove Masters 1000.
È proprio da Cincinnati che Djokovic riparte nel 2026 con un obiettivo molto chiaro: ritrovare il ritmo partita in vista degli US Open. Ma, rispetto alle ultime apparizioni dopo uno Slam, il serbo arriva all’appuntamento americano con una certezza importante, quella di sentirsi fisicamente bene.
Alla vigilia dell’esordio contro l’argentino Thiago Tirante, Nole ha parlato soprattutto delle proprie condizioni fisiche, elemento diventato centrale nella gestione della sua stagione. Dopo gli ultimi Slam, il recupero aveva spesso rappresentato un problema, mentre questa volta le sensazioni sono decisamente più incoraggianti.
“Volevo giocare un torneo prima degli US Open. Il mio corpo ha reagito molto bene dopo Wimbledon. Credo di non essermi sentito così bene dopo uno Slam da più di due anni. Sono in salute e non vedo l’ora di giocare“, ha raccontato a Tennis Tv.
Il serbo non nasconde quindi la volontà di sfruttare Cincinnati come vero banco di prova prima di New York, ma anche come possibile occasione per aggiungere un altro titolo prestigioso alla propria straordinaria carriera. I numeri dicono molto: l’asso di Belgrado ha disputato 57 partite nel torneo, vincendone 45 e perdendone 12, con tre titoli conquistati nel 2018, 2020 e 2023.
“Ho ricordi fantastici di questo torneo, anche se ci è voluto un po’ prima di riuscire a vincere il mio primo titolo qui. Credo di aver disputato quattro o cinque finali prima di riuscirci, battendo Roger (Federer, ndr.). In realtà, nella maggior parte delle finali che avevo giocato in precedenza avevo perso contro di lui“, ha sottolineato.
Una rivalità che, proprio a Cincinnati, aveva assunto i contorni di un ostacolo quasi insormontabile. Il successo del 2018 rappresentò così una sorta di liberazione per il serbo: “È stato un ostacolo difficile da superare per me. Ma una volta conquistato il primo titolo, ho provato una sorta di enorme sollievo“.
E poi c’è il ricordo del 2023, inevitabilmente legato ad Alcaraz. “Una delle partite più epiche a cui abbia mai preso parte. Una vera e propria montagna russa di emozioni. Tutto si è deciso su pochissimi punti“.
