Tennis
Carlos Alcaraz non sarà agli US Open? In Spagna prevale il pessimismo
Il tempo stringe e, in Spagna, prevale il pessimismo. Carlos Alcaraz continua il recupero dall’infortunio al polso destro che lo tiene lontano dal circuito dal 14 aprile, ma l’ipotesi di un rientro agli US Open appare più lontana. Il problema non è soltanto recuperare dall’infortunio: il murciano dovrebbe presentarsi a New York dopo mesi senza una partita ufficiale, affrontando subito uno Slam al meglio dei cinque set.
La situazione è resa ancora più complicata dall’assenza di un vero torneo di preparazione. Alcaraz ha già rinunciato a Montreal e Cincinnati e quindi gli US Open rappresenterebbero direttamente il suo ritorno alla competizione. Un salto particolarmente delicato dopo un lungo stop e con un polso che necessita ancora della massima cautela. Il suo nome figura nell’entry list di New York, ma questo non equivale a una conferma della partecipazione.
A fotografare bene i dubbi è Emilio Sánchez, intervistato da Sky Sport. L’ex numero 7 del mondo ha spiegato: “So che la settimana scorsa si è allenato al 50%. Restano ormai due settimane, se è capace di arrivare al 100% potremmo vederlo, ma non credo abbia tempo a sufficienza“. E il riferimento alla difficoltà dello Slam americano è significativo: “Fosse stato un torneo normale c’erano maggiori possibilità, ma gli US Open hanno sette partite al meglio dei cinque set, con giocatori in forma“.
È proprio questo il nodo. Anche qualora il polso rispondesse positivamente nelle prossime settimane, Alcaraz dovrebbe recuperare rapidamente ritmo, intensità e resistenza agonistica. Un conto è allenarsi, un altro è affrontare partite ufficiali contro giocatori già nel pieno della stagione sul cemento. Il lungo stop rende inoltre impossibile prevedere quale sarà la risposta del corpo dopo tre, quattro o cinque ore di tennis.
Dalla Spagna, dunque, la voce del “No” sembra aver preso il sopravvento sull’ottimismo delle scorse settimane. Lo stesso percorso di recupero è stato volutamente graduale: Alcaraz ha iniziato utilizzando anche una racchetta senza corde e con il telaio modificato, proprio per ridurre l’impatto sul polso.
Sánchez non chiude completamente la porta, ma indica una strada diversa: “Forse gli conviene aspettare l’autunno“. Una scelta difficile per il campione in carica di New York, ma coerente con la priorità del momento: evitare qualsiasi ricaduta al polso e tornare soltanto quando sarà davvero pronto.
