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Biathlon

Biathlon, i tedeschi prevedono il caos ai Mondiali 2027. Isteria o c’è del vero? Intanto vanno a Otepää per studiare il poligono!

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Julia Tannheimer
Julia Tannheimer / La Presse

I Mondiali di biathlon 2027 si terranno a Otepää, in Estonia, dal 10 al 21 febbraio. Il contesto è già stato affrontato occasionalmente in Coppa del Mondo e sembra preoccupare i tecnici di una superpotenza della disciplina qual è la Germania. Difatti, i tedeschi stanno già svolgendo dei training camp nella località baltica al fine di carpire i segreti del poligono, considerato critico.

Lo ha spiegato il capo allenatore della squadra maschile Tobias Reiter alla testata bavarese Chiemgau24: Ci sarà vento e sarà molto forte, possiamo già esserne certi. La particolarità di Otepää è che il vento cresce con il calare delle tenebre e tutte le gare dei Mondiali saranno nel tardo pomeriggio. Come se non bastasse, il poligono è strano. In particolare, le linee di tiro dalla 1 alla 3 sono più riparate rispetto a tutte le altre. Ecco perché abbiamo programmato due training camp da dieci giorni l’uno, allo scopo di simulare accuratamente le condizioni che troveremo durante i Mondiali.

Abbiamo anche pianificato delle gare – test allo stesso orario di quelle iridate. Stiamo inoltre studiando il modo migliore per approcciarsi al poligono con i dati GPS raccolti a marzo, aggiungendo quelli di questi giorni, in maniera tale da stabilire per ogni atleta qual è il modo migliore di gestire lo sforzo nella fase di avvicinamento alle piazzole”.

Francamente, sono dichiarazioni che lasciano perplessi. È vero che Otepää è un luogo dove il vento è spesso presente e che a marzo si è assistito a degli inseguimenti caotici, caratterizzati da una marea di errori al poligono. Però, le sprint dei giorni precedenti, erano viceversa state foriere di una quantità spropositata di “zero”, ossia di performance pulite da parte di uomini e donne! Quindi, forse, il poligono non è così critico.

In più, il fatto che le linee di tiro esterne, quelle dalla 1 alla 3 e contestualmente quelle dalla 28 alla 30, siano più riparate è una caratteristica di tutti i poligoni, non solo di quello estone. Per esempio, il norvegese Ole Einar Bjørndalen, già venti e più anni fa, fu uno dei primi ad applicare sistematicamente la strategia di andare a sparare – quando poteva scegliere – in queste piazzole specifiche.

Insomma, non è sembrato che Otepää sia un contesto così anomalo, eppure sembra preoccupare i tedeschi. O magari quello che preoccupa i tecnici teutonici è il fatto di essere reduci da una stagione catastrofica (la prima di sempre senza alcun successo in Coppa del Mondo), il che implica come non ci si possa permettere di viverne una analoga? Dunque, si mettono mediaticamente le mani avanti? Oppure si è in piena “isteria da prestazione”?

Scopriremo solo vivendo se questi training camp a Otepää e questa meticolosità nella preparazione dei Mondiali 2027 porterà ai risultati sperati. Di sicuro può aiutare, ma alfine, la vera discriminante non è il vento. È il materiale umano a disposizione e il modo in cui viene preparato atleticamente.

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