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Basket, Marco Sodini: “Una vittoria all’italiana, di quelle che nessuno sa come vengono”

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Marco Sodini
Marco Sodini / Ciamillo

Tanta la soddisfazione in casa Italia dopo la vittoria agli Europei Under 18, in semifinale, contro la Francia. Sembrava necessario un secondo supplementare, invece la tripla a sei decimi dalla fine di Edoardo Di Meo ha regalato una grande gioia al pubblico di Trento, che ha risposto molto positivamente al richiamo azzurro.

Lunga e dettagliata l’analisi di Marco Sodini riportata dalla FIP: “Una vittoria all’italiana. Di quelle che nessuno sa come vengono fuori. In realtà abbiamo approcciato la partita bene facendo però qualche errore di troppo, altrimenti il primo tempo una volta prese le misure avremmo potuto anche finirlo avanti. Poi abbiamo obiettivamente subito la loro debordante fisicità e scommesso sul fatto che da tre punti non sono sempre precisi. Nel quarto quarto, -14, abbiamo deciso di riprendere l’aggressività che ci ha portato a crescere nelle ultime partite. Ci sono dei giocatori nella mia squadra che hanno un cuore clamoroso. Mi viene in mente Edoardo Di Meo, che mette un canestro da tre punti rientrando dalla panchina, ma anche Federico Bottelli che ha avuto un inizio di partita decisamente faticoso“.

Da qui si passa allo spirito azzurro: “Lo spirito di tutti quanti quelli che hanno giocato, quelli che non hanno giocato, è una cosa che dobbiamo tenere come patrimonio nazionale. Quando parliamo di noi stessi tendiamo a trovare sempre il difetto, ma siamo in finale al Campionato Europeo e quindi qualche pregio ce l’avremo, no? Sono pregi sia tecnici, perché sono ragazzi che stanno prendendo coscienza di quello che devono fare, che non è mica una cosa da poco, e sia umani e personali, perché questi non mollano veramente mai. Io sono orgoglioso di allenarli. Voglio fare anche un ringraziamento al pubblico, che è accorso numerosissimo e si è fatto sentire. Non siamo lontani parenti di quelli che hanno giocato la prima partita qua. Tutti quanti, dal primo all’ultimo“.

Un piccolo retroscena: “L’abbiamo detto a noi stessi il secondo giorno: non dobbiamo commettere errori non negoziabili. Nella pallacanestro ci sono errori negoziabili, come un tiro libero sbagliato, un tiro da tre punti aperto ben preso. Non sono mai errori che determinano il risultato. La non attenzione determina un risultato negativo. Noi da quel momento lì siamo cresciuti tantissimo e di questi errori ne abbiamo fatti sempre meno. E questo, anche se oggi c’è stato un momento tra terzo e quarto quarto in cui un pelino di forzature l’abbiamo fatte, ma dovete pensare che è la prima volta che noi giochiamo una semifinale con un gruppo di questo tipo. Mentre loro sono una squadra di primissimo livello: quindi bravi bravi bravi. Non so che altro dirvi“.

A parlare è, sempre tramite i microfoni federali, Edoardo Di Meo: “Siamo una squadra che non muore mai. Dal -10 potevamo mollare e invece siamo rimasti lì con la testa, con qualche canestro, ma soprattutto con tanta difesa. Abbiamo veramente un cuore pazzesco, più del talento, più di tutto: è voglia e cuore, credo che siano le chiavi per vincere queste partite. Il mio tiro? E’ quello che sogno di segnare da una vita. Ne ho sbagliati tanti così. Sono emozionatissimo, felicissimo. Credo che la partita, però, sia stata vinta prima, con tutte quelle difese senza mai mollare, con il cuore che abbiamo messo in tutta la partita. È stata una di quelle vittorie con la V maiuscola, di squadra“.

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