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Basket, Alessandro Pajola approda al Partizan: “Non potevo dire di no, volevo una nuova avventura”

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Alessandro Pajola
Alessandro Pajola/Ciamillo

Si conosceva già dalla primavera la volontà di Alessandro Pajola di salutare la Virtus Bologna e di intraprendere una nuova avventura europea. Negli ultimi mesi l’italiano ha così perfezionato l’accordo con il Partizan Belgrado, club serbo che si è garantito le prestazioni della guardia classe 1999 fino al 2028. Un cambiamento totale per il giocatore della Nazionale che continuerà la sua carriera in una squadra che può vantare un calore ed una tifoseria con pochi eguali.

Atterrato in mattinata in Serbia, Pajola ha subito raccontato le sue emozioni a Mozzart Sport: “Sono emozionato e sono molto felice di essere qui e di iniziare questa nuova avventura. Non vedo l’ora di scendere in campo. Mi manca molto il basket e non vedo l’ora di entrare alla Belgrade Arena, di giocare davanti ai nostri tifosi e di sentire tutta l’energia e le vibrazioni che si respirano nell’arena”.

La decisione di unirsi al Partizan: “Volevo una nuova avventura, una nuova motivazione, imparare molto sia sul basket che sulla vita. E il Partizan è il Partizan. So cosa significa giocare qui. L’anno scorso ero con Smailagic e abbiamo parlato molto del club, e ho giocato diverse volte contro il Partizan. Non potevo semplicemente rifiutare questa opportunità”.

La prima volta contro il Partizan davanti al pubblico serbo:  “Ricordo la prima volta che ho giocato qui in Eurocup, Partizan contro Virtus, quando Sasha Djordjevic tornava alla Belgrade Arena. È un ricordo che conservo ancora e che non potrò mai dimenticare. È di gran lunga l’atmosfera migliore che abbia mai vissuto in un palazzetto dello sport. Ho molti amici serbi, quindi so bene cosa mi aspetta”.

L’azzurro ha poi concluso raccontando l’amicizia con Milos Teodosic, suo compagno alla Virtus ed ora dirigente della Stella Rossa (grande rivale del Partizan):“Abbiamo giocato insieme per quattro anni e abbiamo un rapporto fortissimo. Gli voglio molto bene. Mi ha aiutato a costruire la mia personalità, sia dentro che fuori dal campo. Abbiamo parlato molto della vita e del comportamento. Per me è uno dei migliori, probabilmente il miglior giocatore nella storia del basket europeo, quindi è sempre un onore parlare con lui ed essergli amico. La Stella Rossa? Non abbiamo parlato di queste cose. Questo è compito delle agenzie e dei manager. Parlo del mio futuro solo con i miei agenti. Parlo della vita con Milos. Non ci siamo sentiti molto durante l’estate, forse solo due o tre messaggi, niente di speciale”. 

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