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Atletica, Europei 2026: le speranze di medaglia dell’Italia. Conferma nel medagliere complicata, ma gli azzurri ci provano

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Mattia Furlani
Mattia Furlani / Grana/FIDAL

L’Italia si presenterà con ben 130 azzurri agli Europei 2026 di atletica, che andranno in scena a Birmingham (Gran Bretagna) dal 10 al 16 agosto. La rassegna continentale rappresenta l’appuntamento più importante della stagione e la nostra Nazionale si è posta un chiaro obiettivo, ambizioso e significativo: provare a replicare il primo posto nel medagliere conquistato nell’ultima edizione, disputata due anni fa a Roma, alla vigilia delle Olimpiadi di Parigi 2024.

Allo Stadio Olimpico si festeggiarono ben 11 ori, 9 argenti, 4 bronzi, per un totale di 24 medaglie, e venne travolta la concorrenza di Francia, Gran Bretagna e Norvegia (4 titoli a testa). La compagine guidata dal DT Antonio La Torre, che in termini numerici ha già raggiunto il record storico di presenze, proverà a replicarsi, con la consapevolezza che la missione non sarà semplice in trasferta e che bisognerà fare i conti con gli agguerriti padroni di casa.

L’Italia potrà fare affidamento su tutte le sue stelle più brillanti, a cominciare da Marcell Jacobs, a caccia della terza affermazione consecutiva sui 100 metri, dove aver già corso in 9.99 e 9.96 durante la stagione: il Campione Olimpico di Tokyo 2020 punta ad eguagliare due miti della storia continentale, vanta il miglior accredito in questa annata agonistica ed è in grande forma, ma dovrà fare i conti con una concorrenza molto temibile, guidata dal britannico Romell Glave (9.97 a Londra, già battuto nel testa a testa ventoso di Eisenstadt). Da tenere in considerazione Chituru Ali, argento due anni fa, ma permane un punto interrogativo sulle sue condizioni fisiche.

Nadia Battocletti sarà chiamata a difendere i titoli su 5000 e 10.000 metri: dopo aver trionfato sui 3000 metri ai Mondiali Indoor, la trentina ha sofferto al Golden Gala di Roma, ma ai recenti Assoluti ha dato l’impressione di essersi ripresa e ha tutte le carte in regola per replicare la doppietta, considerando il suo tasso tecnico e tattico, sulla carta ampiamente superiore rispetto alle rivali. Leonardo Fabbri punta al bis nel getto del pese, detiene la world lead (22.74 metri a Eugene) e il vantaggio sugli inseguitori appare siderale, in una gara dove anche Zane Weir e Nick Ponzio possono andare a caccia di una medaglia.

Andy Diaz sarà chiamato a duellare con il portoghese Pedro Pichardo nel salto triplo: l’allievo di Fabrizio Donato ha stampato la miglior prestazione mondiale stagionale (17.87 metri a Firenze) e punta al trionfo, con il sogno di superare le Colonne d’Ercole ed entrare nel mito della discipline. Il confronto tra il Campione del Mondo indoor e l’iridato all’aperto sarà uno dei piatti caldi degli Europei, in una gara dove l’Italia potrà calare altri due assi di lusso: Andrea Dallavalle (argento mondiale all’aperto, in stagione 17.59 ventoso e 17.42 regolare a Madrid) e Simone Biasutti (andato oltre i diciassette metri per la prima volta in carriera).

Mattia Furlani è in recupero da un infortunio e dunque gli interrogativi non mancano: il Campione del Mondo avrà ritrovato la condizione ideale nelle ultime settimane? Il giovane fuoriclasse laziale saprà essere della partita per il bersaglio grosso? Dopo l’argento iridato in sala e il volo da 8.43 a Keqiao (a quattro centimetri dal record nazionale) si sognava in grande, poi l’infortunio di Xiamen e il rientro dopo un mese, andando appena oltre gli otto metri a Montecarlo. Si preannuncia una sfida campale con il greco Miltiadis Tentoglou (8.66 da brividi a Volos), il bulgaro Bozhidar Saraboyukov e lo svizzero Simon Ehammer.

Larissa Iapichino sarà tra le grandi favorite nel salto in lungo (prima in Europa nel 2026 con il 7.12 del record italiano), ma attenzione all’eterna tedesca Malaika Mihambo e a diverse outsider in grado di aggirarsi introno ai sette metri. Zaynab Dosso ha conquistato il titolo iridato sui 60 metri indoor, poi ha faticato un po’ durante l’estate: la primatista italiana dei 100 metri riuscirà a piazzare la zampata nel momento più importante? Francesco Fortunato è entrato in una nuova dimensione nella mezza maratona di marcia dopo aver vinto i Mondiali a squadre e sarà tra i grandi favoriti del tacco e punta.

Proveranno a difendere il titolo Sara Fantini (lancio del martello, a Madrid vicina al suo record italiano e quarta nelle liste europee di questa annata agonistica), Antonella Palmisano (nella mezza maratona di marcia, che assimiliamo in questo ragionamento alla vecchia 20 km, di cui è Campionessa Olimpica di Tokyo 2020) e Gianmarco Tamberi, Campione Olimpico cinque anni fa, che dovrà ritrovare la forma nel salto in alto, dove il Bel Paese punterà in maniera chiara anche su Matteo Sioli, fresco di tricolore con 2.30 metri e vincitore di due tappe di Diamond League negli ultimi due mesi.

Yeman Crippa ha scelto i 10.000 metri dopo aver vinto la Maratona di Parigi (a Roma si impose nella mezza), Massimo Stano ha scelto la distanza non olimpica nella marcia (42,195 km) per questa occasione. Alessandro Sibilio è in crescita sui 400 ostacoli, Pietro Arese potrà buttarsi nella mischia sui 1500 metri, Francesco Pernici è fresco di record italiano sugli 800 metri e può puntare in alto.

Riflettori puntati anche su Dariya Derkach ed Erika Saraceni nel salto triplo (forti di 14.51 e 14.41 in stagione), attenzione a Francesco Inzoli nel salto in lungo (8.27 lo scorso weekend) e a Sofia Fiorini nella marcia, presenti anche Zane Weir e Nick Ponzio in una gara di getto del peso che può parlare tricolore.

Da non sottovalutare Celeste Polzonetti sui 100 ostacoli, Eloisa Coiro sugli 800 metri e Anna Polinari sul giro di pista, l’Italia sarà presente con tutte le staffette (debutterà nel programma anche la 4×100 mista, che sarà presente anche alle Olimpiadi di Los Angeles 2028) e potrebbe togliersi delle soddisfazioni.

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