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Tour de France 2026, fuga vincente per Richard Carapaz sulle Alpi. I big si studiano
Era il grande favorito per i bookmakers oggi e non ha tradito le aspettative. Richard Carapaz si prende il successo di tappa nella diciottesima frazione del Tour de France 2026, quella che apre il weekend conclusivo sulle Alpi. L’ecuadoriano centra la fuga giusta e fa la differenza nell’ultima salita, quella di Orcières-Merlette. Non cambia nulla in classifica generale.
Pronti, via, solita battaglia a medie orarie impressionanti. Oltre i 40 km/h di gran lunga, nonostante le salite da affrontare. Come al solito scatenato Mads Pedersen che ha fatto valere la legge del più forte: dopo aver perso tanti punti ieri da Jasper Philipsen è andato all’attacco e ha messo fieno in cascina per la Maglia Verde. Gruppo senza un vero e proprio padrone, visto le difficoltà dei gregari di Tadej Pogacar (ritiro per Brandon McNulty).
Alla fine, dopo un’infinità di attacchi e rimescolamenti di fronte, si è formato l’attacco giusto. In avanscoperta Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike), Mads Pedersen e Mathias Vacek (Lidl-trek), Thymen Arensman e Egan Bernal (Netcompany INEOS), Felix Engelhardt e Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Pablo Castrillo e Garcia Pierna (Movistar), Nicolas Breuillard (TotalEnergies), Richard Carapaz (EF Education EasyPost), Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step) e Romain Gregoire (Groupama FDJ United).
Alle loro spalle tanti hanno provato ad aggregarsi senza riuscirci, anzi, anche davanti si è frazionata la situazione con Jorgenson, Carapaz, Paret-Peintre, Garcia Pierna e Schmid a giocarsi le proprie carte sull’ascesa conclusiva. Il più atteso era Carapaz e non ha tradito le aspettative, andando a staccare tutti i rivali e prendendosi così la bellissima vittoria. Ancora un piazzamento di lusso per Schmid, secondo come ieri, terzo invece Jorgenson.
A 4’35” il drappello della Maglia Gialla che ha visto tutti i big arrivare insieme in attesa della battaglia che ci sarà domani.
