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Simone Vagnozzi e il trionfo di Sinner: “La svolta? Il giorno prima del match con Djokovic”

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Simone Vagnozzi
Simone Vagnozzi / IPA Sport

C’è anche Simone Vagnozzi a reclamare gloria attraverso quanto fatto da Jannik Sinner a Wimbledon, con la seconda vittoria consecutiva giunta al termine di una finale davvero dura con il tedesco Alexander Zverev. L’uomo che ormai, assieme a Darren Cahill, è al fianco del numero 1 del mondo fin dal 2022 è intervenuto ai microfoni di Sky, raccontando tante cose di questi ultimi giorni.

Se è più difficile la prima o la seconda volta: “Riconfermarsi è più complicato. Sinceramente è più difficile la seconda: arrivi sapendo che lo puoi fare, però devi andare in campo e farlo“. E sui miglioramenti di Sinner al servizio: “Penso che il suo miglioramento parta dagli US Open 2025. Abbiamo cambiato la tecnica, diversi aspetti. Anche se in Australia ha perso con Djokovic aveva fatto 26 ace, sta servendo bene da tutto l’anno. Sull’erba il servizio ti da qualcosa in più, più punti, più ace. Penso sia un miglioramento che arriva da lontano, e con la fiducia lo sente meglio“.

Rispondendo direttamente a Boris Becker, in studio a Sky da Milano: “Il giorno della svolta è stato quello prima del match con Nole. Abbiamo fatto un allenamento con due sparring, ha iniziato a colpire veramente bene, aveva le idee chiare, era aggressivo, quel giorno abbiamo visto il vero Jannik. Sapevamo che arrivando senza tornei sull’erba prima i primi turni sarebbero stati complicati. Non ci aspettavamo uno Jannik subito in palla. Quello che si è visto in queste due settimane è quello che ci aspettavamo. Poi bisogna andare in campo e cercare di farlo, ma quel giorno è stato il migliore delle due settimane“.

E sul fronte dell’allungarsi del tempo con Cahill: “Quest’anno stiamo parlando più delle vacanze che di altro“. Sul Canada: “Ancora non abbiamo deciso. Domani abbiamo un meeting al mattino e vediamo cosa fare“. E poi su un lato più scherzoso: “Avrei pensato a un bagno in piscina, ma è la prima volta che c’è fresco. Vediamo, anche il fisico non è che tiene benissimo…“.

In conferenza stampa, alla stampa italiana: “Quando ho iniziato con lui, nel 2022, alla prima pausa abbiamo cambiato il servizio con lo step up dopo Parigi. Abbiamo cercato di mettere qualcosina di nuovo. Il cambiamento più grande è stato agli US Open. Ha cambiato diverse cose come l’appoggio del piede, il lancio più vicino, come arriva sul piede, prima era una frenata brusca e adesso lo appoggia e spinge. Ci sono tante piccole cose. Ha preso fiducia lui, le velocità non sono incredibili, ma è molto più precisi. Penso che negli anni siano migliorate le statistiche, la seconda è migliorata moltissimo anche quella. Siamo veramente contenti di come sta andando il servizio. Il mio ruolo è quello di calibrare, di essere sempre pronto. Lui riesce a gestire bene il suo tennis, sono molto contento“.

Parlando di dettagli tra loro: “Lui è il primo a chiedere di ricevere dei feedback, è una cosa importantissima. Durante gli ultimi US Open non era stato molto aperto, dopo sì. Siamo riusciti a cambiare un paio di cosine che lo hanno aiutato a trovare il giusto ritmo al servizio. Negli anni scorsi se non serviva per 2-3 giorni serviva una settiman per recuperare il movimento. Ora se anche sta fermo 7-10 giorni ritrova subito il ritmo perché l’ha automatizzato“.

E c’è anche una questione interessante, di evoluzione: “Dobbiamo essere bravi a capire che i ragazzi cambiano. Non è più lo Jannik che era solo tennis. Ora vuole riposarsi, avere tempo per lui, la famiglia, la fidanzata. Prima lui era 99% tennis, ora piano piano sta iniziando anche a cambiare. Dobbiamo essere bravi a non stressarlo troppo, perché dovrà avere una carriera lunga“.

Il discorso legato a Darren Cahill e al futuro del coach australiano, se possano andare avanti solo Sinner e Vagnozzi: “Lavorare in due non è facile. Siamo stati bravi a trovare una simbiosi così buona. A volte devi fare un passo indietro per dare spazio all’altro allenatore e non è mai facile. Lui non ha deciso, se dovesse smettere sicuramente cercherò qualcun altro perché io non ce la faccio a fare 365 giorni l’anno, ed è anche giusto che ci sia un’altra persona con cui darsi il cambio. A volte io e lui ci diamo lo spazio per far ricaricare Jannik, perché se no diventa pesante“.

E ancora il cambiamento di Sinner a livello tecnico: “Dopo cinque anni è un altro tipo di giocatore. Se lo vedi cinque anni fa e oggi ha una tecnica diversa, ha delle giocate diverse dentro al campo. Questo m’inorgoglisce perché vince. Questa è la cosa che più mi fa felice. Ci sono stati tanti giocatori anche di talento a 21-22 anni che in carriera non si sono migliorati così tanto. Jannik è un altro tipo di giocatore“.

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