CiclismoStradaTour de France
Savoldelli: “Controlli anti-doping alle 3 di notte ridicoli. Pogacar vorrà vincere ancora sull’Alpe d’Huez”
Nel momento in cui il Tour de France è pronto a entrare nella sua fase decisiva, del Tour de France si parla in tutti i modi possibili e immaginabili. A Bike Today, sul canale YouTube di OA Sport, a prendere la parola di fronte a Gianluca Bruno e Gian Luca Giardini è in questo caso Paolo Savoldelli, che analizza tutte le situazioni della corsa a 360° soprattutto contando i più recenti fatti.
L’introduzione è chiaramente legata ai fatti più recenti: “E’ stato un Tour de France molto spettacolare con un padrone assoluto, Tadej Pogacar. Colpo di scena con questa caduta di Vingegaard, peraltro banale, una scivolata, gli è partito l’anteriore. E ha tolto il protagonista numero 2, che avrebbe provato a far qualcosa, anche se non credo avrebbe potuto impensierire Pogacar“.
Il podio finale, o meglio quel che potrebbe essere: “Corsa comunque ancora molto aperta. Evenepoel in passato qualche crisi l’ha avuta, non è certa la sua performance, anche se ha dalla sua parte la cronometro dove sicuramente guadagnerà ancora qualcosa. Del Toro ha un gregario di lusso come Pogacar, Lipowitz vedremo cosa farà perché c’erano due capitani nella Red Bull, Evenepoel ha dimostrato di essere forse il più forte, vedremo se si metterà a disposizione o se correranno ancora in due. Ayuso sembra un pochino in difficoltà. L’ultima settimana però è quella che fa la differenza perché le fatiche vengono fuori. Staremo a vedere cosa farà Pogacar, che sull’Alpe d’Huez vorrà vincere ancora una volta”. E su Paul Seixas: “E’ un po’ quello che nessuno conosce su tre settimane perché non ha mai fatto una corsa a tappe lunga là davanti. Non si sa quello che farà. Potrebbe magari anche fare più di quello che si pensa, perché ha solo 19 anni e ha già dimostrato di essere fortissimo. Nessuno lo sa, comunque è lì. Staremo a vedere se avrà un crollo o resterà in condizione, è il punto di domanda di tutti“.
E sul controllo antidoping notturno a Pogacar e Vingegaard: “Alle tre di notte non me l’hanno mai fatto, me l’hanno fatto la mattina presto o durante la giornata, ma quando correvo io credo neanche si potesse venire. Il regolamento lo prevede, lo avrebbero potuto fare, ed era stato dichiarato che avrebbero potuto venire a qualsiasi ora. Trovo però che sia una cosa abbastanza ridicola: i corridori devono dormire e riposare per essere lucidi. Tra l’altro la caduta di Vingegaard è stata successiva al controllo notturno e non si può non pensare perché era stanco e non lucido. Uno dei motivi potrebbe essere anche quello, non so Vingegaard come si gestisca, ma non è facile per un corridore di corsa a tappe riaddormentarsi alle tre di mattina dopo un controllo antidoping. Non so che controllo fosse, ma se fosse un controllo dell’urina, magari l’aveva appena fatta e ha dovuto bere per farla, poi bevi più di quel che devi e non si sarà più riuscito a riaddormentare. Non credo sia una cosa passata indenne“.
Filippo Ganna nella cronometro: “La speranza è che si sia risparmiato un po’. Mentre Evenepoel fa classifica e tutti i giorni spende un sacco di energie, Ganna potrebbe aver risparmiato per questa cronometro, che però viene dopo il giorno dopo quello di riposo. Sono corridori talmente preparati che con un giorno di riposo Evenepoel può annullare quel vantaggio che poteva avere Ganna senza. Negli ultimi anni mi sembra che gli scontri diretti tra i due siano sempre stati favorevoli a Remco, che ha quasi sempre vinto con Ganna presente. Peraltro Evenepoel ha una penetrazione dell’aria che è la migliore tra quasi tutti. Ha perso però 4 chili, quindi potrebbe essere migliorato in salita e aver perso a cronometro“.
Pogacar da qui alla fine: “Ha già vinto quattro tappe, una l’ha lasciata vincere a Del Toro e con Evenepoel secondo me non ha sprintato al 100%, ma se fosse stato Vingegaard non lo avrebbe lasciato vincere. Ed è strana questa cosa, perché non è da Pogacar. Sull’Alpe d’Huez vuole vincere ancora. I record inseguono lui, perché tutti i record gli sono vicini. Lo hanno ingiustamente fischiato, sta cercando di essere un po’ più umano, ma una persona che guarda il ciclismo deve capire che deve vincere il più forte. Secondo me un paio di tappe le può vincere ancora, ma arriveranno perché è forte“.
E in chiusura: “Manca ancora una settimana. Ho fatto tanti Giri d’Italia e alcuni Tour de France. Alcune volte a fine seconda settimana non ero tra i primi, poi l’ultima settimana cambiava tutto. Anche qui potranno esserci crolli e cambiamenti. La cosa importante è che nessuno cada: Vingegaard mancherà, nel momento in cui è caduto la sua squadra tirava, faceva la corsa e, nonostante Pogacar avesse dimostrato di essere il più forte, loro erano ancora convinti di poter vincere e lottare. Questo mancherà a tutti, perché Vingegaard è un corridore veramente forte“.
