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Formula 1GP Belgio

Russell vede i fantasmi: “Voglio la stessa macchina di Antonelli”

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George Russell
George Russell / LaPresse

Le ombre di George Russell si allungano sempre di più sul box Mercedes. Dopo un week end in Belgio vissuto tra problemi tecnici, ritiro e tanta frustrazione, il britannico ha alzato nuovamente i toni, lasciando trasparire il sospetto che la sua W17 non sia sullo stesso livello di quella del compagno di squadra Kimi Antonelli. Considerazioni pesanti, che arrivano proprio mentre il giovane bolognese continua a raccogliere risultati straordinari: il successo in terra belga ha infatti consolidato la sua leadership nel Mondiale 2026 di Formula 1, accentuando inevitabilmente il confronto interno.

Già nel corso del fine settimana di Spa-Francorchamps Russell aveva denunciato un’inspiegabile differenza di prestazioni in rettilineo rispetto ad Antonelli, parlando di un handicap enorme. Il britannico aveva spiegato di accusare fino a otto decimi di ritardo nelle prove libere e circa quattro decimi in qualifica nei tratti a pieno gas, arrivando a descrivere la situazione come il dover “combattere con una mano legata dietro la schiena“. Non solo. La frustrazione era sfociata anche in un’altra immagine molto forte, sostenendo che sul dritto la sua monoposto sembrasse “più lenta di una F2“.

La gara ha poi ulteriormente alimentato il malcontento del pilota di King’s Lynn. Prima la perdita di potenza e di energia elettrica, che lo ha reso estremamente vulnerabile sui lunghi rettilinei di Spa, quindi il contatto con la Ferrari di Lewis Hamilton che ha posto fine anzitempo alla sua corsa.

Eravamo molto vicini a Lewis“, ha spiegato Russell ai microfoni di Sky Sport F1. “Non avremmo dovuto trovarci in quella posizione, innanzitutto perché non avevo potenza, non avevo energia“. Una situazione che, secondo il britannico, lo ha esposto a rischi inutili: “Sono stato superato da Leclerc e da Piastri ed è stato pericoloso, onestamente“.

Alla domanda se si trattasse dello stesso inconveniente già emerso a Silverstone, Russell ha escluso qualsiasi collegamento: “No, si è trattato di un altro problema“.

Ma il passaggio che più fa discutere è quello relativo al confronto diretto con Kimi. Russell, infatti, è sembrato quasi “vedere i fantasmi“, lasciando intendere di non essere convinto di avere a disposizione lo stesso materiale tecnico del compagno di squadra. Un messaggio dal forte peso politico, indirizzato ai vertici della Mercedes in un momento delicatissimo della stagione.

Voglio soltanto che la mia macchina sia la stessa di Antonelli“, ha dichiarato senza mezzi termini. “Non chiedo nulla di più. Soltanto la stessa macchina, ed è quello che cercherò di avere“.

A questo punto spetterà a Toto Wolff intervenire. Da una parte c’è un Russell sempre più nervoso, che attribuisce alle differenze tecniche una parte consistente del divario accusato dal compagno; dall’altra c’è un Antonelli che continua semplicemente a vincere. Il trionfo di Spa, oltre a rafforzare la sua leadership iridata, aumenta il peso specifico delle prestazioni del talento italiano e rende ancora più difficile sostenere che tutto dipenda esclusivamente dalla monoposto. In Mercedes, dunque, il dualismo rischia ormai di uscire dalla pista per trasformarsi in un “caso politico”.

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