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Puppo: “Sinner favorito con Zverev. Trova soluzioni dopo ogni sconfitta: difficile fermarlo”
Nell’ultimo appuntamento sul canale YouTube di OA Sport con TennisMania, condotto da Dario Puppo, il giornalista di Eurosport ha parlato del differente livello di gioco espresso da Sinner nei confronti del serbo Novak Djokovic e del possibile gap in finale anche con il tedesco Alexander Zverev.
L’incapacità di Djokovic di creare problemi a Sinner: “E’ come un qualcosa che devi provare, non il cubo di Rubik, ma comunque un qualcosa che devi provare a risolvere, lo prendi da ogni parte e non trovi lo spazio, non sai da che parte entrare per provare a risolvere questo enigma. Ieri stavo pensando che Zverev sta a Fery come Sinner sta a Djokovic, che è una roba assurda, perché comunque più o meno la cosa che abbiamo visto nella prima semifinale l’abbiamo vista nella seconda. In sostanza vincere tre set a zero contro Djokovic ci riuscivano soltanto Nadal e Federer, fare il back to back, che può fare ovviamente domenica, ci sono riusciti in nove. In sostanza non c’è niente del genere, ma sapete la cosa su cui ragionavo ancora di più? Chi ha provato il genere di sconfitte che ha provato Sinner, trovando delle soluzioni a quell’età, perché Federer, che forse è uno dei grandi emblemi da questo punto di vista, che ha subito delle sconfitte incredibili, lo aveva fatto più in là nella carriera, un po’ perché chiaramente Nadal e Djokovic sono arrivati un po’ dopo, ma trovando le soluzioni che sta trovando ogni volta, adesso dove lo puoi fermare?“.
La difficoltà di poter battere Sinner: “Se Zverev fa il numero ci leviamo il cappello, io credo che possono anche arrivare al quinto, ma non credo, cioè credo che Sinner domenica vinca, però è stata una delle più grandi prestazioni di Sinner, qua si rischia magari come in altri contesti di esagerare, ma io non vedo questa esagerazione, cioè lui è arrivato in finale un anno dopo a Wimbledon nella maniera contraria di come ci è arrivato l’anno scorso, o in una maniera completamente diversa, cioè è questa cosa qua che non mi stupisce, ma mi fa andare ad un ragionamento sul livello. Lui parla anche di questo, vuole essere la versione migliore di se stesso ha detto in conferenza stampa, ma chi mai nella storia del tennis alla sua età si è spinto verso orizzonti diversi perché comunque subiva delle sconfitte e cercava di migliorarsi? Io non penso che ci sia stato un giocatore nel tennis che abbia ragionato come lui, e poi che sia riuscito ad applicare una serie di miglioramenti. Poi c’è il gusto di vedere partite se c’è un avversario diverso contro di lui: Alcaraz è il massimo, ieri nel vedere Djokovic era troppo evidente che era una copia sgualcita, ormai un po’ consumata, la differenza con cosa Jannik stava facendo, secondo me è proprio quello che ha detto lui, è la freschezza“.
