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Formula 1GP Gran Bretagna

Piola: “Ferrari molto vicina a Mercedes, si vede che Wolff è nervoso. Antonelli non dovrebbe preoccuparsi di Russell”

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Charles Leclerc
Leclerc / Lapresse

Giorgio Piola è intervenuto nell’ultimo appuntamento di Motor News, visibile sul canale Youtube di OA Sport, per analizzare quanto avvenuto a Silverstone in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna 2026 di Formula Uno, che ha visto il successo a sorpresa della Ferrari con Charles Leclerc davanti alla Mercedes di un fortunato George Russell e all’altra Rossa di Lewis Hamilton.

Devo dire che c’è un po’ il feeling di delusione per com’è andata a finire, perché ok che ci sono delle regole ben precise, però proprio hanno rovinato una bellissima gara, perché è stata stupenda, e finirla sotto la Safety Car proprio non lo meritava. Lo stesso Russell ha detto che ovviamente è contentissimo del secondo posto perché si è ritrovato un regalo immeritato, però ovviamente non lo può rendere contentissimo perché il divario col ritmo di gara di Antonelli, finché non ha avuto il problema, è sempre enorme, quindi la sua soddisfazione personale non può essere piena, perché sicuramente non è uno di quei secondi posti che possono far gioire. Pensiamo ancora di più a Lewis Hamilton che aveva fatto una gara stupenda, era stato penalizzato giustamente per aver anticipato la partenza e si meritava assolutamente il secondo posto. Sarebbe stato bellissimo vedere proprio sul suolo inglese le due Ferrari lì davanti“, ha detto Piola dopo la gara inglese.

Sul cedimento meccanico che ha compromesso la corsa di Antonelli: Dispiace tantissimo per quello che è successo a Kimi Antonelli perché ovviamente ha fatto una gara stupenda. Il problema tecnico credo sia stato alla parte di schermo che è all’interno della ruota che poi è collegata con la presa che è molto alta, molto lunga, non come quella dell’anno scorso che poi andava a passare sopra le ruote. Evidentemente ha toccato nella parte bassa sul cordolo, si deve essere crepata, quando hanno cambiato il muso non se ne sono subito accorti perché forse era rimasta in posizione, poi però andando in definitiva credo che bloccasse proprio la conduzione della macchina e creasse problemi in sterzata, quindi Kimi si è ritrovato fuori dai punti ovviamente non per colpa sua. Però sono cose che fortificano il carattere, lui l’ha presa anche abbastanza bene. Per lui è una battuta d’arresto, il suo compagno è arrivato secondo, però non dovrebbe preoccuparsi“.

Sulla rinascita di Leclerc: “Leclerc prima ha cercato di seguire gli assetti e gli accorgimenti di Hamilton, poi ha preferito qui proprio andare un po’ per la sua strada, infatti il risultato delle qualifiche era anche frutto di due set-up leggermente diversi tra i due piloti della Ferrari. Leclerc qui si è ritrovato, quindi fa estremamente piacere perché nessuno ha mai messo in dubbio la sua classe, come io personalmente non ho mai messo in dubbio la classe di Hamilton quando l’anno scorso purtroppo ha fatto una stagione pessima, quindi adesso la Ferrari può essere molto contenta perché entrambi i piloti sono al massimo. Ma la cosa che fa più piacere è che qui, pur non essendoci state delle novità travolgenti sulla Ferrari, hanno iniziato col piede giusto con un assetto abbastanza diverso da quello solito, un assetto low drag. Hanno utilizzato per esempio l’ala anteriore nuova col dive-plane, quella paratia orizzontale all’esterno che era stata introdotta in Spagna, mentre addirittura per i bargeboard sono tornati addirittura alla soluzione di inizio stagione, di Melbourne. Mentre in Austria avevano fatto tantissimi esperimenti, quindi si dava un po’ l’idea non dico di incertezza ma di cercare la soluzione, quindi fare prove in pista perdendo anche del tempo utile, qui, nonostante la Sprint, sono partiti tutti e due i piloti con questo assetto ben deciso. Poi c’è stato credo un grosso passo avanti sulla gestione del motore, perché sì che la Mercedes ci ha fatto vedere nella Sprint ed in gara come a un certo punto Antonelli ha passato Hamilton dimostrando di avere un grande vantaggio quando deve fare il deployment della potenza, però la Ferrari credo che abbia fatto una grossa miglioria, quindi penso che da questo punto in poi possiamo contare su una Rossa che può dar fastidio alla Mercedes, anche perché in teoria su questa pista doveva giocare in difesa, come penso farà a Spa, mentre invece per esempio in Ungheria penso che la Ferrari possa pensare di poter lottare quasi ad armi con la Mercedes“.

Sulla situazione attuale in casa Mercedes: “Mercedes fa la differenza nello sfruttamento della potenza con la combinazione delle due parti: motore termico e parte elettrica. Nonostante tutto la Mercedes presenta ancora un po’ più di fragilità. D’accordo che il problema di Antonelli non è proprio insito della macchina, quindi di fragilità della macchina, è proprio stato un caso di sfortuna, perché evidentemente nel saltare sul cordolo questa paratia che è molto grossa ha subito un danno. Però ancora una volta: una volta le batterie, anzi alle batterie è successo almeno due volte, quindi c’è un po’ meno affidabilità di questa monoposto, come anche delle altre macchine che utilizzano il motore Mercedes, e ne sa qualcosa la McLaren“.

Sulla scelta del muretto box Ferrari di fermare Hamilton durante la Safety Car finale: “Credo che il team non volesse differenziare la strategia con i due piloti per evitare questioni di favoritismo. Ovviamente i tecnici di Maranello non potevano assolutamente pensare che la Safety Car sarebbe rimasta in pista scandalosamente così tanto. Dico scandalosamente perché anche se è giusto da un punto di vista regolamentare, è stato uno scempio vederla così tanto e quindi non credo che in casa Ferrari potessero prevedere una Safety Car così lunga per spostare via la macchina di Verstappen. Quindi in definitiva, purtroppo è andata male. Col senno di poi è facile dire ‘hanno sbagliato’, ma credo che non potessero appunto prevedere questa variabile di una Safety Car così lunga“.

Verstappen ha fatto in definitiva una gara ottima con quello che poteva, era partito dietro il suo compagno di squadra e ha fatto un’ottima partenza. Poi c’è stato questo incidente inspiegabile. Ho incrociato Waché (direttore tecnico della Red Bull, ndr) e mi ha fatto una faccia che mi ha fatto capire che assolutamente in quel momento non ne voleva parlare. Ho capito che evidentemente c’è stato un problema, Verstappen non è riuscito a fare un assetto ottimale e ha fatto un incidente molto strano. La dinamica è stata molto strana, però il risultato che è andato a sbattere“, il commento dell’esperto giornalista italiano.

Sulle prospettive della Ferrari verso il GP del Belgio: A Spa credo che la Ferrari possa essere molto in difesa perché è una pista tantissimo di motore, è velocissima, quindi dovrebbe essere il regno ideale per la Mercedes. E ripeto quello che ho detto poco fa, a Budapest potremmo trovarci in una situazione invece favorevole. Comunque questa Ferrari sicuramente è cresciuta e forse è la squadra che è cresciuta di più. Poi la cosa che fa più piacere è che ci sono parecchie soluzioni della Ferrari che vengono copiate dalle altre squadre, non ci riferiamo soltanto allo scarico FTM, ma anche ad altre soluzioni, come ha fatto qui la McLaren, quindi è un po’ tornata in una situazione che fa piacere. Non dico che fa scuola, però ha rappresentato forse la monoposto, se vogliamo, con delle soluzioni diverse dagli altri e quindi innovative. Montecarlo era stata un po’ una delusione, però poi è arrivata la Spagna molto più importante perché la vittoria a Montecarlo poteva avere un valore, diciamo, psicologico, nel senso che portava una vittoria quindi un po’ più serenità, un po’ più motivazione, però Montecarlo è una pista dove la vittoria è al 60-70% del pilota e il resto della macchina. Ovviamente devi avere comunque una macchina buona, non puoi avere una macchina scarsa, però non ha quel valore tecnico la vittoria di Montecarlo come invece quella di Barcellona. Montmelò è un banco di prova perfetto perché fa capire se la macchina è buona. Quindi diciamo che un mancato successo a Montecarlo è stato compensato, anzi, evidenziato invece ancora maggiormente dalla vittoria in Spagna che è stata importante“.

Sulla corsa mondiale tra Ferrari e Mercedes: Il Mondiale è ancora lungo. Per fortuna Antonelli ha messo in saccoccia un bel bottino, ha raccolto del fieno in cascina, però il Mondiale è molto lungo e possono succedere tantissime cose. La Ferrari adesso si sta avvicinando veramente e lo si vede anche dal nervosismo, dalle battute di Toto Wolff, dalle ‘punzecchiate’, quando si fanno queste cose vuol dire che temono veramente l’avversario e allora incomincia anche la guerra psicologica che succede in Formula 1, come lo era ai tempi quella di Toto Wolff contro Christian Horner, c’erano sempre battibecchi e battaglie. Con Fred Vasseur non lo fa perché c’è un rapporto di amicizia di lunghissima conoscenza e quindi diciamo che c’è stata soltanto quell’accenno di battuta all’inizio di questa settimana e poi è un po’ tutto rientrato, però questo fa vedere che la Mercedes patisce la Ferrari“.

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