Formula 1GP Gran Bretagna
F1, l’edizione 2026 di Silverstone conferma i tabù in vigore dagli anni ’50 su Ferrari, piloti britannici e italiani!
L’esito del Gran Premio di Gran Bretagna di F1 merita un approfondimento storico, confermando come certe dinamiche continuino a non manifestarsi dagli anni ’50, nonostante vi sia la concreta possibilità (in questa stagione più che mai) di vedere sfatati determinati tabù. Si parla di Ferrari e di piloti britannici, nonché del difficile rapporto degli italiani con il GP albionico.
Innanzitutto, ancora una volta, non abbiamo visto una Ferrari guidata al successo da chi batte bandiera Union Jack. La ‘Santa Alleanza’ tra Lewis Hamilton e la Rossa non è stata vincente. Nel 2025 vi erano poche chance, mentre erano decisamente più elevate in questo 2026. Certo, alla Scuderia di Maranello importa poco, perché comunque è arrivata l’affermazione con Charles Leclerc. Tuttavia, il Cavallino Rampante non trionfa in Inghilterra con un pilota britannico dal lontano 1958.
Fra i sudditi di Sua Maestà, solo Peter Collins, peraltro deceduto poche settimane dopo il successo di Silverstone, ha saputo portare al trionfo un’auto di Maranello. Nessun altro c’è riuscito, neppure i vari Tony Brooks, John Surtees, Mike Parkes, Nigel Mansell ed Eddie Irvine (niente ironie, quest’ultimo nel 1999 sfiorò l’affermazione). Appuntamento rimandato al 2027?
Lo stesso discorso, ossia di attendere l’anno venturo, può essere applicato all’Italia. Solamente tre italiani si sono affermati in Gran Bretagna, ossia Nino Farina (1950) e Alberto Ascari (1952, 1953). Sono i due piloti capaci di vincere il Mondiale e, curiosamente, hanno primeggiato proprio nelle stagioni in cui si sono laureati Campioni.
In 73 anni se ne sono visti di piloti italiani competitivi, eppure nessuno per una ragione o per un’altra è passato per primo sotto la bandiera a scacchi di Silverstone, piuttosto che di Brands Hatch e Aintree! Kimi Antonelli si aggiunge alla lunga lista dei delusi. Almeno per ora, perché di occasioni – ne siamo certi – in futuro ne avrà ancora parecchie.
