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Atletica

Pietro Arese: “Ho cambiato allenatore, sono in Francia. Non ho ancora raggiunto il mio potenziale, i 5000 nel mio futuro”

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Pietro Arese
Pietro Arese / FIDAL

Nella nuova puntata di Sprint Zone, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, Ferdinando Savarese ha intervistato Pietro Arese, uno dei volti dell’atletica italiana. Il primatista azzurro dei 1500 ha analizzato la sua stagione, soffermandosi sugli obiettivi futuri e sui traguardi raggiunti.

L’ultimo periodo: “In questo momento mi trovo a Parigi per un raduno con il mio gruppo. Ad aprile ho cambiato allenatore, è una notizia che è passata in sordina e che non tutti sanno. Il mio nuovo coach è francese ed ora mi alleno qui”.

Le ragioni del cambio: “Dopo i Mondiali indoor c’è stata qualche visione diversa del futuro e qualche dibattito. Purtroppo non abbiamo trovato una soluzione ed un programma per andare avanti. Se non si riesce a vedere un futuro davanti a sé, diventa difficile continuare con lo stesso percorso. A Varese ho una casa e gli amici, non è stato facile prendere questa decisione”.

L’infortunio del 2025:L’infortunio dell’anno scorso è stato lungo e difficile da capire. Inizialmente si pensava ad una cosa, poi un’altra. Non abbiamo fatto delle terapie sbagliate, ma non abbiamo fatto delle cose specifiche. È stato un anno sofferto. Nonostante ciò a Tokyo sono arrivato in semifinale, ho salvato la trasferta. Poi ho vinto gli Europei di corsa campestre. Quello ha sancito il ritorno alla vita normale. Anche a livello indoor poi ho fatto il mio personale nei 1500. Nei Campionati italiani ho fatto due gare dignitose. I Mondiali poi sono andati male, non mi nascondo. Tutto l’inverno ho lavorato bene. Da fine aprile mi sto allenando bene. Prima dei Campionati italiani gareggerò a Budapest. Poi vedremo agli Europei”.

La gara negli 800 in Francia: “Lo scopo era quello di allenare e velocizzare i 1500. Non una gara eccezionale, ma era quello che mi serviva per i 1500. Non correvo un 800 dal 2023, ho fatto anche errori tattici. Non sono stato perfetto a regolare le energie”.

Il livello europeo nei 1500: “Per me aver corso 3’32” a Zagabria mi ha dato confidenza. Ho imparato che nei Campionati produco una over performance. Tutte le persone che corrono più di me durante l’anno non mi spaventano più di tanto. Sapendo che ci sono tante persone che corrono forte sto cercando di chiudere la visuale su me stesso e capire dove sono e cosa mi serve. Vedremo cosa succederà ai Campionati Italiani”.

Le sensazioni in allenamento: “Sto facendo tante cose diverse. Io mi sento bene, ma la cosa che mi da fiducia è vedere che lo staff del gruppo vede che non ho ancora raggiunto il mio potenziale. Manca ancora molto agli Europei e la forma può ancora migliorare”.

I 5000: “Col passare degli anni, tanti indizi mi fanno credere che potrei essere un buon atleta anche sui 5000. Rimango con l’idea che fino a Los Angeles il focus saranno i 1500. Ci sono degli obiettivi che vorrei raggiungere. Devo darmi tempo per arrivarci. Per adesso questa resta la mia disciplina regina”.

CLICCA QUI PER L’INTERVISTA COMPLETA A PIETRO ARESE

 

 

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