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MotoGP, la prima metà del 2026 è un “Drôle de Championnat”. Stallo generalizzato, ma l’equilibrio può rompersi improvvisamente

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Marc Marquez
Marc Marquez / Comunicato Ducati

Il Mondiale di MotoGP 2026 è giunto al proprio giro di boa, poiché dopo il Gran Premio di Germania si circumnaviga idealmente il galleggiante posto a metà percorso, passando dal lato di bolina a quello di poppa. Dal Gran Premio di Gran Bretagna del 9 agosto, comincerà la seconda parte del campionato. Anzi, forse inizierà davvero la stagione.

Quanto visto sinora è un autentico “Drôle de Championnat”, per parafrasare l’espressione “Drôle de guerre” coniata dal giornalista francese Roland Dorgelès per descrivere lo stato di stallo in cui versavano gli eserciti europei, formalmente in guerra, tra la fine del 1939 e l’inizio del 1940. Invece, di fatto, l’Armée de terre e il British Army rimanevano inattivi dietro alla Linea Maginot, fronteggiando la Wehrmacht, a sua volta inoperosa sulla Linea Sigfrido.

In realtà non è proprio così. Anzi, in questo Mondiale 2026 se ne sono già viste di cotte e di crude. Gli esempi più eclatanti? I rapporti di forza tra Aprilia e Ducati cambiati a più riprese; la prorompente affermazione di Marco Bezzecchi a cui ha fatto seguito un inopinato e inatteso crollo; l’infortunio di Marc Marquez e la sua apparente uscita di scena dalla rincorsa al titolo, salvo il prepotente ritorno in auge successivo alla doppia operazione di maggio.

Tuttavia, per paradosso, questa serie di accadimenti ha generato una sorta di impasse nei rapporti di forza. Così, a metà strada, abbiamo cinque piloti pienamente in corsa per conquistare il titolo. In fin dei conti, Jorge Martin, Ai Ogura, Marc Marquez, Marco Bezzecchi e Fabio Di Giannantonio sono racchiusi in soli 25 punti! Dunque, meno di un weekend quando ne mancano undici.

Chiaramente ognuno di loro ha un percorso e delle credenziali differenti, tuttavia l’aritmetica li tiene tutti vicini. Anzi, in uno slancio di possibilismo, si potrebbe finanche affermare che i vari Raul Fernandez, Pedro Acosta e Francesco Bagnaia non possono essere esclusi a priori. Lo stesso ‘Pecco’, pur ottavo in classifica, è a -65 da Martin e a -47 dal compagno di squadra. Teoricamente, non sono distacchi insormontabili. Teoricamente, appunto.

Ovviamente, il favorito ora come ora è Marquez. Nel fare questa affermazione si scopre l’acqua calda. Però, non più tardi di sei settimane fa, il veterano catalano appariva completamente fuori causa dalla rincorsa al titolo. Al contrario, ora è il più accreditato per conquistarlo. Dunque chi può escludere che vi siano altri ribaltoni nei prossimi mesi? Se gli eventi seguiranno un corso lineare, allora El Trueno de Cervera festeggerà l’ennesimo Iride. Però, cosa c’è stato di lineare nella stagione corrente? Niente, assolutamente niente.

Scopriremo a novembre se il 2026 assumerà i contorni di annata con un vincitore già scritto, capace di primeggiare nonostante un inizio balbettante e un infortunio; o se passerà alla storia come una stagione con un successo di portata storica (il primo di Aprilia e/o di un giapponese); oppure se emergerà un completo outsider che, a febbraio, nessuno avrebbe mai immaginato in grado di mettersi il #1 sul cupolino del 2027. Comunque vada, ci sarà da divertirsi. Ora, però, è tempo di tirare il fiato e godersi le vacanze, in attesa del “secondo tempo” di un film dalla trama (e dal genere) ancora poco chiaro.

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