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Atletica

Marcell Jacobs ha (ri)dettato la via, Iapichino e Pernici superano record decennali, Diaz e Fabbri da world lead: Italia da favola

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Larissa Iapichino
Larissa Iapichino / IPA Agency

Era il 1° agosto 2021 quando l’uomo delle meraviglie regalava allo sport tricolore qualcosa di impensabile e inimmaginabile, l’impresa che pareva irrealizzabile anche nei sogni più dolci: un italiano che conquista la medaglia d’oro sui 100 metri alle Olimpiadi. Un nostro connazionale che vince la gara regina dei Giochi. Tutto vero per merito di Marcell Jacobs, il Messia che ha trascinato l’atletica italiana in una nuova dimensione e che ha fatto da punto di riferimento insieme all’apoteosi di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, trionfatore giusto pochi minuti prima.

Sono passati cinque anni, Marcell Jacobs è tornato a ruggire di forza, come non lo vedevamo da un paio di stagioni. Dopo il quinto posto ai Giochi di Parigi 2024 con il crono di 9.85, il velocista lombardo ha dovuto fare i conti con una serie di problemi fisici che lo hanno frenato nel 2025, ha deciso di tornare sotto l’ala di coach Paolo Camossi e il lavoro ha prodotto subito dei risultati rimarchevoli: 9.99 al Golden Gala di Roma (prima volta sotto i dieci secondi dopo quasi due anni), 9.96 in Diamond League a Parigi e poi la sciabolata di mercoledì 1° luglio (sembra avere un feeling particolare con i giorni che aprono un mese…).

Marcell Jacobs ha tuonato sulla pista di Eisenstadt: 9.67 con 4,1 m/s di vento a favore, record del mondo ventoso, terza prestazione mondiale di sempre in ogni situazione (a precederlo soltanto Usain Bolt, con il 9.58 del primato mondiale e il 9.63 del record olimpico). Prestazione non omologata a causa di Eolo oltre il limite imposto di 2,0 m/s, ma con le dovute conversioni, se la brezza fosse stata entro i margini regolamentari, staremmo parlando di un crono nell’orbita del 9.80, il suo record europeo. Il Messia ha dettato il suo spartito personale e l’atletica tricolore ha risposto presente nell’arco di 72 ore.

Il record italiano più longevo è crollato: Francesco Pernici ha corso gli 800 metri in 1:43.60 a Nancy (sede di una tappa del World Continental Tour, livello silver) e ha così migliorato di un decimo il primato di Marcello Fiasconaro dopo addirittura 53 anni e 6 giorni, facendo capire di poter andare all’attacco di risultati di rilievo nel prossimo futuro. Un altro primato nazionale decisamente simbolico e significativo è stato superato, da madre in figlia: il 7.11 di Fiona May datato 1998 è stato superato dopo 28 anni da Larissa Iapichino, capace di uno splendido 7.12 nella tappa di Diamond League a Eugene.

La 23enne toscana è balzata al comando delle liste europee stagionali ed è seconda al mondo (dietro solo al 7.20 della statunitense Tara Davis), il 23enne bresciano è secondo in campo continentale in questa annata agonistica e ottavo sul fronte globale. Marcell Jacobs è il migliore nel Vecchio Continente con il 9.96 di Parigi e agli Europei di Birmingham, in programma dal 10 al 16 agosto, andrà a caccia del terzo titolo consecutivo.

In Gran Bretagna sogneranno in grande anche Andy Diaz e Leonardo Fabbri, che tra venerdì e sabato hanno siglato la miglior prestazione mondiale stagionale nelle rispettive discipline, a dimostrazione di una caratura tecnica mostruosa: prima il 17.72 del bronzo olimpico nel salto triplo in quel di Barletta (sulla pista intitolata a Pietro Mennea, il cui record sui 200 metri è diventato il più datato del panorama italiano), poi il 22.74 del Campione d’Europa nel getto del peso valso la vittoria in Diamond League a Eugene.

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