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Atletica

Lo scossone di Tentoglou, una misura (quasi) da passato e il muro antropologico dei 9 metri. L’Italia ha il Campione del Mondo, Inzoli giovane rampante

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Francesco Inzoli
Francesco Inzoli / Lapresse

Il salto in lungo è una delle pochissime discipline che mantiene inviolata la propria barriera umana: i mitologici nove metri. Potremmo quasi osare nel dire che sia l’ultimo muro antropologico a essere rimasto in piedi nel panorama dell’atletica, dopo il crollo delle due ore in maratona. Il record del mondo è il leggendario 8.95, firmato dallo statunitense Mike Powell il 30 agosto 1991 nella memorabile gara di Tokyo contro Carl Lewis, che si arrese con 8.87 (terza prestazione all-time).

Quel giorno si superò la pietra miliare che corrisponde all’8.90 di Bob Beamon, siglato in altitudine a Città del Messico nel 1968: tre americani davanti a tutti nelle liste mondiali di sempre, a precedere il sovietico Robert Emmiyan (8.86 nel 1987, ancora oggi record europeo). Negli ultimi trent’anni sono andati molto lontano gli statunitensi Erick Walder e Dwight Phillips (8.74, rispettivamente nel 1994 e nel 2009), il panamense Irving Saladino (8.73 nel 2008), il cubano Ivan Pedroso (8.71 nel 1995) e il tedesco Sebastian Bayer (8.71 indoor nel 2009), che resta ancora oggi il miglior balzo degli ultimi 17 anni.

La disciplina ha vissuto anche momenti di stanca, ma il livello si è mediatamente alzato negli ultimi anni e la stagione in corso ha portato un innalzamento significativo delle prestazioni degne di nota: due atleti oltre 8.50 metri, sei oltre 8.40 metri, dodici sopra 8.30. Lo scossone di spessore è arrivato ieri pomeriggio per merito del greco Miltiadis Tentoglou, che si è reso protagonista di un doppio volo da 8.66 metri in quel di Volos. Prima un affondo ventoso, poi il balzpo regolare (1,0 m/s di brezza a favore) per ritoccare di cinque centimetri la già sua miglior prestazione mondiale stagionale, limare di un centimetro il personale, eguagliare il record nazionale e diventare il 13mo uomo della storia nel salto in lungo (27ma prestazione all-time).

Il Campione Olimpico di Parigi 2024 e Tokyo 2020 ha messo la freccia e ha portato la disciplina in una dimensione a cui non si è stati abituati negli ultimi tre lustri abbondanti. Il tre volte Campione d’Europa, che a Birmingham andrà a caccia del poker continentale consecutivo, ha ulteriormente distanziato Simon Ehammer (8.51 all’interno di un decathlon), il bulgaro Bozhidar Saraboyukov (8.49) e il portoghese Gerson Baldé (8.46 in occasione del trionfo iridato in sala). Il nostro Mattia Furlani ha saltato 8.43 metri a Keqiao lo scorso 16 maggio, ritoccando il personale di quattro centimetri e portandosi a quattro centimetri dal record italiano di Andrew Howe, ma poi si è infortunato a Xiamen e ora sta cercando di recuperare per essere protagonista agli Europei.

Il Campione del Mondo all’aperto ha tutti i mezzi per battagliare, ma indubbiamente le misure di Tentoglou hanno alzato l’asticella, guardando al passo e lanciando il futuro. L’Italia si coccola anche Francesco Inzoli, ormai definitivamente esploso: il 21enne ha saltato 8.25 metri a Molfetta e poi 8.27 agli Assoluti, diventando il 17mo uomo al mondo in stagione e rafforzando lo status di quarto azzurro all-time dietro a Howe, Furlani ed Evangelisti. Sotto la guida di Fabrizio Donato, il milanese è progredito sensibilmente e si è espresso sui livelli che si speravano due-tre anni fa, oltre a fare intuire importanti margini di miglioramento per un prossimo futuro ad altissime quote.

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