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Tennis

Kyle Edmund duro sul calendario: “Meno tempo di riposo, così non hai tempo per blocchi di allenamento”

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Kyle Edmund
Kyle Edmund / LaPresse

Kyle Edmund, britannico classe 1995, si è ritirato ormai da quasi un anno. Ha pagato i tanti infortuni nel corso della carriera, eppure la sua carriera, soprattutto nel 2018, è stata vicina ad avere un epilogo ben diverso. Era arrivato in semifinale agli Australian Open, aveva ceduto solo a Marin Cilic, si stava guadagnando un posto nell’élite. Poi anche lui non è riuscito ad avere la meglio sul proprio stesso fisico.

Ed è proprio lui a parlare a Tennis365 in maniera molto aspra del calendario, quello che sta creando numerose discussioni: “Non ho dubbi sul fatto che il gioco sia più fisico, soprattutto stando nel circuito e parlando con ex giocatori. Il modo in cui si muovono le persone è fisico. Si parla del calendario, di più giorni nei tornei, dei Masters 1000 allungati. Forse c’è meno tempo di riposo tra tornei, così non hai tempo per avere blocchi di allenamento fisico per rafforzare il tuo corpo durante l’anno. Ci si concentra sul mantenersi“.

Edmund continua: “In questo modo, tolta la fase prestagionale, uno si mantiene in forma durante l’anno, e mantenere quel livello e allenarsi non per tentare di aumentare la condizione fisica, ma semplicemente per affrontare le esigenze stagionale per 11 mesi all’anno, può essere davvero una grossa sfida“.

Ritorna poi un argomento che già tante volte ha creato discussioni (tant’è che adesso si sta sperimentando un cambio palle accelerato nei circuito minori): “C’è un’altra cosa: le palle. Non ho statistiche sulle palle, ma le lesioni al braccio, quelle al polso… ne ho avuta una al polso a fine carriera. Non ne avevo mai avuta nessuna lì. Non so cosa successe. Chiaramente venivo da un problema al gomito, e semplicemente non ero preparato per giocare partita dopo partita“.

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