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Federica Venturelli: “Il quartetto ha margini, importante provare tanto insieme. Alcune cadute mi sono rimaste in testa”

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Federica Venturelli
Federica Venturelli / Lapresse

Il 2026 è l’anno della definitiva consacrazione di Federica Venturelli. Dopo il percorso di crescita all’interno dell’UAE Development Team, la passista cremonese ha compiuto il grande salto nel World Tour, approdando alla UAE Team ADQ con un contratto biennale. Classe 2005, Venturelli continua a confermarsi uno dei talenti più promettenti del ciclismo femminile italiano, grazie anche alla sua capacità di coniugare strada e pista ad altissimi livelli. Ai recenti Europei Under23 di Cottbus ha ulteriormente arricchito il proprio palmarès conquistando due titoli continentali, nell’inseguimento individuale e nella corsa a punti. Una rassegna chiusa però con una caduta nell’Omnium che, fortunatamente, non le ha lasciato conseguenze serie.

Come stai dopo la caduta all’Europeo Under23?
“Sto bene, anche se poteva andare meglio. Nell’ultima gara, l’Omnium, sono caduta e ho battuto la testa, ma dopo tutti gli accertamenti è emerso che non c’è nulla di grave: solo una forte botta e diverse abrasioni. È una pista che non mi porta molta fortuna: nel 2024 proprio lì mi ero fratturata il polso sinistro. Nel complesso, però, sono soddisfatta di questi Europei. Mi dispiace non aver potuto lottare per una medaglia nel quartetto a causa di un problema meccanico in semifinale e chiudere la gara con una caduta non è certamente il massimo. Va anche detto che non avevo preparato questa rassegna in modo specifico: la convocazione è stata decisa poco meno di un mese prima, dopo la cancellazione di alcune gare su strada, e nelle ultime settimane ho cercato di rifinire la preparazione senza interrompere il lavoro su strada.”

Ormai fai parte stabilmente della Nazionale élite, con cui hai conquistato l’oro nell’inseguimento a squadre ai Mondiali 2025. Dove hai trovato le motivazioni per affrontare anche gli Europei Under23?
“Correre con le Under23, insieme ad atlete della mia età, mi permette di essere più competitiva e di avere maggiori possibilità di giocarmi medaglie anche a livello individuale. Tra le élite, invece, devo ancora fare esperienza e continuare a crescere.”

Sembri aver raggiunto una notevole versatilità su pista. Omnium e Madison fanno parte del tuo futuro?
“L’Omnium era già nei programmi per questi Europei Under23 ed è una specialità che mi è sempre piaciuta. A livello élite non sono ancora competitiva, ma vedremo cosa riserverà il futuro. Con la Madison, invece, il rapporto è di amore e odio. È una disciplina molto spettacolare, ma anche molto pericolosa, soprattutto nelle categorie giovanili. Nel 2024 mi sono fratturata il polso proprio durante una Madison e, dopo quell’incidente, ho preferito prendermi una pausa di riflessione. Quest’anno sono tornata a disputarla agli Europei élite insieme a Elisa Balsamo e abbiamo conquistato il bronzo. I risultati sono arrivati, ma alcune cadute mi hanno inevitabilmente lasciato un po’ di timore.”

In vista della qualificazione olimpica e dei Giochi di Los Angeles 2028, ti preoccupa il fatto che alcune nazioni si dedichino esclusivamente alla pista, mentre voi azzurre dovete alternare pista e strada?
“Dal punto di vista della qualificazione è sicuramente un vantaggio per chi si dedica soltanto alla pista, ma è una scelta. Negli appuntamenti più importanti noi saremo tutte presenti e abbiamo già dato la nostra disponibilità. Personalmente credo sia fondamentale poter continuare ad alternare strada e pista. Inoltre, come si è visto anche agli Europei Under23, c’è un gruppo di giovani molto interessante che potrà dare un contributo importante nelle prove di Coppa del Mondo valide per la qualificazione olimpica, portando risultati e punti.”

Quali sono i margini di crescita del quartetto dell’inseguimento a squadre?
“L’aspetto più importante è riuscire ad allenarci il più possibile insieme. Solo così possiamo migliorare il feeling, affinare i meccanismi e abbassare ulteriormente i tempi. Da quest’anno abbiamo un programma di lavoro ben definito e sappiamo quanto sia importante essere sempre presenti.”

Su strada stai ancora cercando la tua dimensione. Quali sono le tue caratteristiche e che tipo di corse senti più adatte a te?
“È una domanda difficile, perché sto ancora cercando di capire quale sia il mio profilo ideale. Posso dire che le cronometro mi piacciono molto e che ho sempre apprezzato le corse in Belgio. Per il momento non sono ancora una velocista da volata di gruppo compatto: mi manca ancora l’esplosività delle migliori sprinter. Nelle volate ristrette, dopo gare dure, ho dimostrato invece di poter essere competitiva, anche se c’è ancora tanto margine di miglioramento. Mi piace molto anche lavorare come lead-out: tirare le volate per le compagne è un ruolo che svolgo volentieri quando mi viene affidato.”

Finora hai conquistato due vittorie su strada in stagione. Sei soddisfatta o speravi in qualcosa di più?
“Considerando come è andata la stagione e i diversi problemi fisici che ho dovuto affrontare, credo di aver raccolto anche più di quanto mi aspettassi. Naturalmente, se dovesse arrivare qualche altra vittoria sarei felicissima, ma sono soddisfatta di quanto fatto finora.”

Come proseguirà il tuo calendario?
“Avrei dovuto partecipare al Tour de Pologne, mentre gli Italiani su pista di fine luglio restano un’incognita: dovrò capire come recupererò dopo le botte rimediate agli Europei. Ad agosto correrò il Tour of Britain, mentre a settembre disputerò alcune gare di un giorno in Francia. Nella seconda metà del mese dovrei poi essere al via del Mondiale Under23 in Canada nella cronometro, prima di concentrarmi sui Mondiali su pista in Cina, in programma a metà ottobre.”

Quali sono gli obiettivi per la seconda parte della stagione?
“Se riuscissi a ripetere quanto fatto nella prima parte dell’anno sarebbe già un ottimo risultato. Voglio ritrovare il mio miglior ritmo e arrivare nelle condizioni ideali ai Mondiali, sia su strada sia su pista, che rappresentano i principali obiettivi in maglia azzurra.”

Qual è il sogno nel cassetto?
“Tendo sempre a concentrarmi sul presente, quindi faccio fatica a parlare di sogni lontani. Le Olimpiadi di Los Angeles sono certamente un grande obiettivo, ma il desiderio più grande è un altro: poter guardarmi indietro, a fine carriera, ed essere soddisfatta di quello che sono riuscita a fare, sapendo di aver espresso al massimo le mie possibilità.”

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