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Jannik Sinner diventa il decimo a confermare il titolo di Wimbledon in Era Open: chi sono gli illustri predecessori
E con questo sono dieci. Jannik Sinner si è preso, per la seconda volta consecutiva, il titolo a Wimbledon, diventando così il decimo uomo della storia del torneo in Era Open a raccogliere il bis storico. Un club esclusivo, nel quale ci sono solo nomi di caratura straordinaria, di quelli che sono ancora oggi ricordati anche come termini di paragone, pietre miliari vere e proprie. Andiamo a ricordarli tutti.
Nel biennio 1968-1969, il primo dell’Era Open, fu Rod Laver a mettere insieme i due successi in fila, per di più da appena tornato dal circuito professionistico con il quale per anni aveva girato il pianeta. Peraltro, nel 1969 Laver completò il Grande Slam, ed è ancora oggi l’ultimo ad avercela fatta nell’anno solare. Ed è naturale dire che, se si prende anche il circuito pro dei tempi, “Rocket” è a buon diritto tra i Giganti della storia del tennis. E lo sarebbe già solo con il doppio Grande Slam completato (il primo arrivò nel 1962, pre-Era Open).
Gli successe l’uomo che aveva sconfitto nella finale del 1969, John Newcombe, che vinse due durissime finali nel 1970 e 1971, in tutti e due i casi al quinto set ed in entrambe le situazioni con un set di svantaggio da recuperare (il primo contro Ken Rosewall, secondo e terzo contro Stan Smith).
Naturalmente, poi, venne il tempo di Bjorn Borg. Che non trionfò solo due volte di fila, ma cinque, nella famosissima sequenza dal 1976 al 1980 in cui superò Ilie Nastase, il rumeno dalle mille risorse con ogni mezzo, due volte Jimmy Connors, tra i numeri 1 più longevi, una volta Roscoe Tanner, tra i maggiori bombardieri dell’epoca di un tennis che stava cambiando le sue tecnologie, e infine John McEnroe nel 1980, in quella che è tra le tre partite più famose e ricordate della storia del tennis.
Lo stesso McEnroe, peraltro, firmò il bis nel 1983 e 1984, due anni nei quali semplicemente era difficile da afferrare, il 1984 in specie. Nel 1983 sconfisse Chris Lewis, neozelandese che non avrebbe mai più raggiunto quelle vette, e nel 1984 semplicemente distrusse sotto un 6-1 6-1 6-2 un Connnors che era ancora ben più che competitivo.
Nel 1985, invece, iniziò l’era di Boris Becker, che a 17 anni sorprese il mondo arrivando fino alla finale e battendo Kevin Curren, una vita a metà tra Sudafrica e USA, per poi ripetersi l’anno dopo contro Ivan Lendl, l’uomo che inseguì a lungo i Championships senza mai riuscire a conquistarli, per un motivo o per un altro, o più semplicemente perché a un certo punto capì che con l’erba c’era poco da fare. Non come per Becker, che di finali ne disputò sette e ne vinse tre.
Poi il periodo 1993-2000, quello di Pete Sampras. Che avrebbe messo insieme otto vittorie di fila se, nel 1996, non si fosse inserito un clamoroso Richard Krajicek, l’olandese con un bazooka al posto del braccio che, nei quarti di quell’anno, batté anche l’americano per arrivare a vincere il torneo. Sampras è, e rimane, tra i grandi simboli di Wimbledon, un uomo con un tennis straordinario che oggi è meno ricordato solo perché compare poco in pubblico, ma ha avuto un effetto dirompente su questo sport.
E infine, naturalmente, Roger Federer. Che riuscì anche lui a toccare le cinque vittorie consecutive. Wimbledon, nel 2003, fu il suo primo Slam: batté l’australiano Mark Philippoussis in finale, poi toccò due volte ad Andy Roddick e altre due a Rafael Nadal, prima che questi ne interrompesse le speranze di continuare nell’epica finale del 2008, che è spesso citata assieme a Borg-McEnroe 1980 tra le grandi partite della storia.
Dopo Federer, il nome che compare è quello di Novak Djokovic. Il serbo aveva già vinto nel 2011, ma la doppietta gli riuscì, proprio contro Federer, nel 2014 (in un’altra finale in cui accadde di tutto) e del 2015. Poi continuò nel 2018 contro il sudafricano Kevin Anderson, nel 2019 nella più famosa delle finali contro Federer, nel 2021 contro Matteo Berrettini e nel 2022 contro l’australiano Nick Kyrgios. In questo elenco è garantita continuità nonostante manchi il 2020 in quanto si tratta di un’edizione cancellata per Covid-19.
L’ultimo prima di Sinner ad essersi accaparrato un bis è stato Carlos Alcaraz, che prima ha interrotto nel 2023, in quasi cinque ore, la serie di Djokovic e poi ha ribadito la questione contro lo stesso serbo nel 2024. Poi, in una specie di passaggio di consegne sul Centre Court, ne ha dato le chiavi a Jannik Sinner. Che, nel 2027, punterà al tris. Quello riuscito a pochissimi, con o senza Era Open.
