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Flavio Cobolli: “Il campo diventa più lento quando si rovina ed io posso averne dei benefici”
Flavio Cobolli ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria nella prosecuzione odierna del match contro l’argentino Mariano Navone nel match del primo turno di Wimbledon 2026: l’azzurro oltre ad analizzare il set giocato quest’oggi e parlare del prossimo avversario, è ritornato sulla finale del Roland Garros.
Le sensazioni vissute dopo l’interruzione di ieri: “Ho dormito bene, non ero né nervoso né teso, ero solo ansioso di giocare, perché facendo così è come se perdessi l’opportunità di riposarmi nel giorno libero. È questa la cosa che mi preme, finire il prima possibile, perché poi le partite sono lunghe e faticose e, anche se non è come la terra, qui devi stare tanto basso ed il corpo ne risente. Il giorno intero è importante per le partite successive“.
Cobolli ha annullato sei set point quest’oggi: “È una qualità innata, l’adrenalina che mi dà la competizione non si allena, o meglio, tanti l’allenano ma io non ho bisogno di farlo, perché sono già abbastanza competitivo di mio, cerco sempre di riuscire a trovare il modo di vincere. Oggi era più il modo di sopravvivere a queste prime partite, perché il campo poi diventa più lento quando si rovina e io posso averne dei benefici con il mio gioco, anche domani dunque lotterò fino all’ultimo punto“.
La finale giocata al Roland Garros: “Io mi sento sempre lo stesso, ho la fortuna di aver fatto finale Slam, che è il sogno di tutti. Lo percepisco anche dagli altri giocatori, che un po’ adesso mi guardando con una faccia diversa, devo solo capire come gestire meglio la cosa. Non ho avuto tantissimo tempo per capire tutto quello che è successo, ci sta anche questa fase di metabolizzazione. Ho bisogno anch’io di capire dove sono arrivato e quello che sto facendo, però mi dà tanta carica per poi scendere in campo, perché credo che adesso mi guardino con un occhio diverso“.
Le difficoltà di adattamento all’erba: “Come abbiamo visto, ai primi turni sono uscite tante teste di serie, o tanti sono andati al quinto. Tanti giocatori alla fine hanno fatto fatica, ma è normale perché non giochiamo mai sull’erba e c’è poco tempo di capirla, di allenarsi e di gestirla, perché questa superficie non è uguale alle altre. Ci sono giocatori che sono adatti e che non hanno bisogno di allenamento, ed altri a cui serve più tempo. Io probabilmente sono uno di questi ultimi, per me è una grande soddisfazione vincere così, specie dopo quel primo set perso. Sono più contento che preoccupato“.
Il prossimo avversario sarà l’australiano James Duckworth: “E’ un giocatore che conosco, l’ultima volta ci ho perso, sono sicuro che mi metterà in difficoltà. E’ uno di quei giocatori che non ha bisogno di allenarsi per giocare bene qui, ma io fisicamente sto bene e la partita la porterò sicuramente in quella direzione, quella della battaglia“.
