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Flavio Cobolli: “Battere de Minaur ha dato tante risposte a me ed ai miei avversari”

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Alex de Minaur e Flavio Cobolli
Alex de Minaur e Flavio Cobolli / LaPresse

Flavio Cobolli ha battuto in tre set l’australiano Alex de Minaur negli ottavi di finale di Wimbledon e nei quarti di finale affronterà il britannico Arthur Fery: l’azzurro ha parlato in conferenza stampa del match odierno, giocato da sfavorito, e dell’adattamento al gioco sull’erba.

Cobolli conferma i quarti dello scorso anno: “Mi piace molto giocare sull’erba, ma di Wimbledon. Perché è diversa. La trovo proprio un’altra superficie, a parte, diversa da tutte le altre. Su quest’erba io ci gioco molto bene. Sono contento e fiero di come sto giocando e di come sto affrontando le partite“.

L’adattamento sull’erba: “Come tutti gli italiani noi prima dei tornei juniores non giochiamo sull’erba. Quindi siamo impreparati. È difficile che a un italiano piaccia l’erba. Devi essere bravo a migliorarti. Perché c’è gente che arriva qui e nemmeno si allena prima. Io ho provato ad andare ad Halle per provare ad avere un livello buono qui, credo che mi sia servito. Fossi venuto direttamente qui magari averi giocato in maniera diversa e ti avrei detto di nuovo che odio l’erba. Per quanto è lenta però mi piace ora. Sono davvero contento di cosa sto facendo e non era scontato, proprio perché non siamo abituati. Ma di anno in anno uno migliora“.

La chiave di volta del match: “Nel secondo ho provato a spingere e ho fatto dodici punti a uno. Ho tirato le cartucce. Le ho proprio finite. Ho giocato però proprio bene quei game che poi mi hanno dato fiducia per il tie-break, che penso di aver giocato molto bene. E poi nel terzo, la partita è lunga. L’importante era rimanere lì, in lotta, e l’ho fatto“.

Su de Minaur: “Alex credo che sia un giocatore stratosferico. Batterlo oggi mi fa sentire pronto. Specie tre set a zero. Mi ha dato tante risposte e credo abbia dato tante risposte anche ai miei avversari. Nessuno oggi si aspettava la mia vittoria e questo a me poi quando devo giocare mi dà tanta forza, tanta grinta. Vedere comunque di essere sfavorito così tanto mi riempie di carica. E oggi credo che si siano pentiti un po’ tutti. Alex comunque ripeto è stratosferico. Per me è un giocatore che può battere tutti, che può battere anche quelli più forti come Carlos e Jannik anche se i numeri non lo dicono. Ma il livello è tanto alto e, per me, sempre più stretto, siamo più vicini. Io ho tanto rispetto per lui“.

La gestione della pressione: “Mi dà tanta energia. Magari quella la toglie a Jannik. Io sono quello dietro, e fino poco tempo fa anche a Musetti, e questo mi ha fatto stare molto tranquillo. Pensare a me e non essere mai giudicato. O comunque poco. La pressione è tutta su Jannik e ne leva tanta a me, e questo per me è un bene. Poi magari è anche un male perché vorrei essere delle volte apprezzato un po’ di più e che magari qualche merito in più qualche volta venga dato anche a me“.

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