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Formula 1GP Belgio

F1, l’analogia tra Hamilton e Schumacher proseguirà nel GP del Belgio, teatro della seconda vittoria Rossa del tedesco?

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Lewis Hamilton
Lewis Hamilton La Presse

Lewis Hamilton ha conquistato la prima vittoria della carriera in Ferrari proprio nello stesso autodromo in cui si concretizzò la prima affermazione in rosso di Michael Schumacher, peraltro a esattamente 30 anni di distanza. Considerando come il tedesco abbia firmato il secondo successo con la Scuderia di Maranello a Spa-Francorchamps, è impossibile non effettuare un’analogia in vista del Gran Premio del Belgio.

Certo, le differenze sarebbero comunque sostanziali. Innanzitutto in questo 2026 il britannico sta vivendo la sua seconda stagione con il Cavallino Rampante, mentre il tedesco nel 1996 era appena arrivato. Inoltre, fra il trionfo spagnolo e quello belga di Schumi, intercorse un periodo agonisticamente drammatico, durante il quale il teutonico si ritirò per problemi tecnici quattro volte in cinque GP, in alcuni casi a gara appena iniziata, tanto che sulla stampa dell’epoca si arrivò ad avanzare l’ipotesi del sabotaggio. Poi arrivò Spa-Francorchamps, pista prediletta di Schumacher, e quella salvifica vittoria rappresentò un sollievo enorme.

Viceversa, tra la Catalogna e le Ardenne, in questo 2026, sono intercorsi solamente due GP nei quali Hamilton ha comunque conquistato un quinto e un terzo posto. È cambiato soprattutto il calendario, ma sono differenti anche le prospettive della Rossa. Difatti, ora come ora, Lewis è pienamente in corsa per vincere il Mondiale. Non parte con i favori del pronostico e si sta battendo “di rincorsa” rispetto ai puledri della Mercedes. Eppure, il navigato purosangue inglese va considerato un serio candidato al titolo iridato.

Storicamente, Spa-Francorchamps non dice benissimo a Hamilton. O meglio, ci sono autodromi dove ha primeggiato con più frequenza di quanto non abbia fatto in Belgio e sulla carta le Frecce d’Argento potrebbero avere un vantaggio prestazionale legato alla potenza superiore della power unit. Però, teoria e pratica non coincidono e il soggetto in questione resta Hamilton, con tutti gli annessi e connessi del caso.

A ben guardare c’è un’altra similitudine tra Lewis e Michael nella pista delle Ardenne. Il fatto di essersi visti privati di un’affermazione conquistata in pista. Nel 1994, quando ancora era alla Benetton, Schumacher fu squalificato nelle verifiche post-gara per un consumo eccessivo del fondo della sua monoposto (verosimilmente a causa di un’escursione fuori pista). Nel 2008, quando gareggiava per McLaren, Hamilton venne penalizzato per una manovra considerata illecita durante il furibondo ed emozionante testa a testa con Kimi Raikkonen.

A Hamilton, però, la bilancia cosmica ha restituito quanto tolto in precedenza. Perché nel 2024 aveva concluso secondo, vedendosi poi promosso al primo posto dalla squalifica di George Russell per vettura sottopeso. Quella è stata l’ultima vittoria di Hamilton con Mercedes, arrivata a tavolino, ed è stata l’ultima tout-court sino al legittimo successo del Montmelò di qualche settimana fa.

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