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Chris Froome si ritira a 41 anni: “Non volevo finisse così”
A 41 anni, anche per Chris Froome è giunta l’ora. Il britannico, quattro volte vincitore del Tour de France, due della Vuelta a España e una del Giro d’Italia, ha dichiarato conclusa la propria carriera a 48 ore dall’inizio proprio del Tour, quest’anno previsto a Barcellona. La decisione era nell’aria da tempo, ma solo ora ha preso forma e sostanza.
E, come riferisce Froome ai belgi di Sporza, il tutto è anche dovuto alla caduta della scorsa estate: “Sfortunatamente c’è stata. Non volevo finisse così, ma in quel momento ho capito che era finita“. In quell’incidente in Costa Azzurra, vicino Saint-Raphael, Froome aveva subito di tutto: pneumotorace, frattura di cinque costole e di una vertebra lombare. Di fatto, si chiude un capitolo enorme della sua carriera, che ha segnato l’era d’oro del ciclismo britannico vissuta anche da Bradley Wiggins, che egli aiutò a vincere il Tour del 2012 in una doppietta rimasta storica per il Paese.
Professionista dal 2007, Froome ha vissuto anni di crescita tra Team Konica Minolta e Barloworld, prima di diventare definitivamente un nome di spicco con l’approdo al Team Sky (poi Ineos), con il quale ha corso per 10 anni dal 2010 al 2020. E sono stati quelli gli anni dei trionfi, ma anche dei tanti sospetti che hanno attorniato la sua figura, tant’è che Froome, stufo di tutte le voci riguardanti la sua figura, ha anche deciso di farsi testare a livello fisiologico per dimostrare che i suoi risultati non erano ottenuti con l’imbroglio. Il suo miglior anno resta indubbiamente il 2013: Tour de France, Giro di Romandia, Delfinato, Tour of Oman, secondo posto nell’UCI World Tour e terzo nella prova a cronometro del Campionato del Mondo.
Gli ultimi anni li ha passati alla Israel, negli ultimi anni nota come Israel-Premier Tech, senza però riuscire a raggiungere più i picchi degli anni d’oro anche a causa dell’avanzare dell’età. Si è reinventato in più di un ruolo, fino all’incidente nel quale ha rischiato la vita. Che non è stato il primo, visto che in più occasioni si era trovato a farsi seriamente del male, ma è indubbiamente stato quello che più lo ha portato vicino a rischiare.
