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Atletica

Atletica, Stefano Mei: “L’Europeo U18 di Rieti è stato un successo organizzativo. Ora puntiamo ai Mondiali con Roma”

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Stefano Mei
Mei / Grana FIDAL

Ieri sera si sono conclusi ufficialmente i Campionati Europei Under 18 di atletica 2026 allo stadio Guidobaldi di Rieti, con l’Italia che ha saputo sfruttare solo in parte il vantaggio del “fattore campo” non riuscendo a replicare i risultati ottenuti nell’edizione record di Banská Bystrica 2024 (quindici medaglie) ma raccogliendo comunque un discreto bottino di otto podi (2 ori, 4 argenti e 2 bronzi). Stefano Mei, presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, ha fatto un bilancio finale della manifestazione tramite i canali ufficiali della FIDAL.

In questi Europei di Rieti avevamo davanti una sfida impegnativa soprattutto dal punto di vista organizzativo, perché per quanto riguarda i risultati eravamo abbastanza tranquilli. C’erano delle criticità, inutile nasconderlo, ma Rieti ha risposto in maniera compatta e positiva. Mi arrivano riscontri molto importanti dagli altri team e da European Athletics: tutti parlano di un grandissimo successo organizzativo. Non è un caso che riusciamo spesso a organizzare bene questi eventi. Anzi, manifestazioni di questo tipo sono ancora più complesse perché coinvolgono ragazzi minorenni e ci sono moltissime situazioni che aumentano le criticità. Rieti però ha risposto benissimo. Ho visto un pubblico numeroso e appassionato. L’unica cosa su cui non potevamo intervenire è stato il clima, ma il caldo ha riguardato tutta Europa, quindi non credo che ci verrà imputato questo aspetto“, dichiara Mei.

Sul rendimento della spedizione azzurra: “Sono state quattro giornate di gare molto interessanti, abbiamo visto la migliore gioventù europea e anche medaglie molto distribuite. Noi stiamo facendo il nostro percorso: ci sono state anche alcune situazioni negative, ragazzi che per diversi motivi non sono riusciti a scendere in pista o in pedana perché infortunati, ma a quest’età può succedere. Parlavo con Alessia Succo, che chiaramente è delusa, e le ho detto che non è in una gara come questa che deve dimostrare il suo valore. Lo ha già fatto tante volte. Ogni tanto la sorte può andare contro e bisogna anche sapersi prendere un momento di pausa e ripartire. Siamo molto soddisfatti della squadra“.

Sui prossimi eventi in agenda: Siamo già proiettati verso gli Europei di Birmingham e verso i prossimi appuntamenti internazionali. Speriamo solo di trovare condizioni climatiche migliori: gli atleti gareggiano in canottiera e calzoncini, noi dirigenti invece andiamo in giro in giacca e cravatta e diventa tutto più complicato (ride, ndr). Scherzi a parte, l’atletica italiana sta benissimo. Lo dico sempre: è uno sport che guida il movimento italiano, non soltanto per i risultati ma per la quantità di ragazzi che si alternano ai vertici delle classifiche europee e mondiali. L’atletica è praticata in 211 Paesi nel mondo, è uno sport globale e difficilissimo perché mette tutti sullo stesso piano. Non privilegia nessuna classe sociale: è aperta a tutti e proprio per questo emergere è ancora più difficile. Birmingham e Eugene saranno due tappe fondamentali nel nostro percorso verso l’obiettivo principale, che resta l’Olimpiade di Los Angeles nel 2028“.

Sul progetto della candidatura per ospitare a Roma i Mondiali nel 2029 o nel 2031:Stiamo aspettando, mancano circa venti giorni alla scadenza del termine per presentare le lettere di appoggio del Governo per quanto riguarda il sostegno economico. È chiaro che il Governo sta valutando attentamente, perché è una scelta molto importante. Un Mondiale di atletica è un evento globale, secondo forse solo all’Olimpiade per partecipazione e rilevanza. A Roma abbiamo stimato una ricaduta economica di circa un miliardo e mezzo di euro, ma soprattutto ci sarebbe una ricaduta morale e sociale senza uguali. Permetterebbe a tantissimi ragazzi di avvicinarsi all’atletica, vedendo dal vivo un grande evento in una città come Roma. È uno sport nel quale tutti possono provare a vincere e questo è il suo valore più grande“.

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