Tennis
Ambesi analizza: “Spiace che Sinner sia usato come strumento di propaganda politica. Montreal? Ha altri obiettivi”
Massimiliano Ambesi (giornalista/analista di Eurosport) ha dato le proprie chiavi di lettura rispetto ai temi d’attualità del tennis mondiale, nel corso dell’ultima puntata di TennisMania, in onda sul canale Youtube di OA Sport.
Ambesi ha riflettuto sulle assenze dello spagnolo Carlos Alcaraz, Jannik Sinner e del serbo Novak Djokovic nel Masters 1000 di Montreal (Canada): “Alcaraz ha i suoi problemi e questa cautela è giustificata. Djokovic si avvicina alle 40 primavere e, giustamente o meno, centellina le sue apparizioni. Sinner, a sua volta, sarà libero di giocare dove ritiene opportuno. Non esiste un obbligo vincolante per cui, se salti un torneo, vieni squalificato per un mese. Certo, ci sono le dinamiche legate ai premi“, ha dichiarato.
“Io pensavo che giocasse a Montreal, anche perché quest’anno c’era una settimana in più tra Wimbledon e Montreal rispetto al passato. Poi è stata presa un’altra decisione. Lui ha giocato nove tornei e ne ha vinti sei; in uno è ‘svenuto’ e in un altro è uscito in semifinale, senza dimenticare la sconfitta contro Mensik a Doha“, ha ricordato.
“C’è uno staff tecnico e c’è un giocatore che ha le sue sensazioni. Questo fa capire che, tra i tennisti di primissimo livello e i fuoriclasse, l’impresa di vincere tutti e nove i Masters 1000 in un anno non fosse poi così sentita. Gli obiettivi sono altri ed è giusto che ognuno segua il proprio percorso. Lui punta agli US Open. Vedremo se ci sarà Alcaraz“, ha sottolineato Ambesi.
“Tutte le polemiche costruite attorno alla decisione di Sinner di non andare in Canada le trovo inutili in una situazione di questo tipo. Come avviene sempre quando c’è di mezzo Jannik, ci si schiera da una parte o dall’altra e si ragiona di pancia. Mi rendo conto che ogni tema relativo a lui porta a divisioni“, ha riflettuto.
“Dispiace che Sinner venga usato come strumento di propaganda politica, in un senso o nell’altro. Ho letto un intervento delirante: ‘Io sono socialista e non potrò mai tifare per Gianni’. Qui siamo davvero fuori dagli schemi. Al di là di quello che dicono giornalisti schierati o meno, sarebbe meglio parlare di tennis“, la precisazione di Ambesi.
Il discorso sul n.1 del mondo si è allargato: “Da altre parti si sente dire che quello che fa Sinner non sarebbe epico, bensì robotico, e che non genererebbe alcuna emozione. Mettiamoci d’accordo: di partite epiche ne abbiamo viste tante. Basta pensare al suo primo Slam. Lui vince tornei con un prize money importante e, giustamente, le aziende lo scelgono come testimonial. Eppure viene contestato perfino il fatto di aver guadagnato quei capitali sul campo. Siamo totalmente fuori dal mondo. Il fatto che uno faccia un filotto di vittorie, come ha fatto Sinner alle Finals, non è epico? È epico solo se vinci al super tie-break del quinto set dopo una battaglia incredibile?“.
