Tennis
Rick Macci difende Jannik Sinner: “Solo lui e il suo team sanno cosa è meglio per il suo fisico e la sua mente”
La rinuncia di Jannik Sinner al Masters 1000 di Montréal ha acceso il dibattito tra addetti ai lavori e tifosi. Se da una parte non sono mancate le critiche nei confronti del numero uno del mondo per aver scelto di fermarsi, dall’altra c’è chi ha letto la decisione come una scelta di responsabilità, dettata dalla necessità di preservare energie fisiche e mentali in vista della parte più delicata della stagione. Tra le voci più autorevoli a schierarsi in sua difesa c’è quella di Rick Macci.
Lo storico allenatore statunitense, che in passato ha contribuito alla crescita di campioni come Serena e Venus Williams, ha analizzato la situazione attraverso un messaggio pubblicato sul proprio profilo X, sottolineando come la condizione di Sinner sia profondamente diversa rispetto a quella della maggior parte dei giocatori del circuito.
Secondo Macci, “Sinner e il suo team sanno cosa è meglio per lui, sia dal punto di vista mentale che fisico“, una convinzione che nasce dalla consapevolezza del peso che accompagna ogni apparizione del numero uno del ranking ATP.
L’allenatore americano ha poi evidenziato un aspetto spesso sottovalutato quando si giudicano le scelte di programmazione dei grandi campioni. “Il suo carico di lavoro è molto diverso da quello degli altri giocatori, perché ci si aspetta che vinca ogni partita. È una pressione mentale ben diversa da quella a cui sono sottoposti gli altri giocatori del circuito“, ha spiegato, rimarcando come le aspettative che gravano sul leader della classifica mondiale rendano ogni torneo un banco di prova non solo tecnico, ma anche psicologico.
Per Macci, la vera sfida non riguarda esclusivamente il rendimento in campo, bensì la capacità di mantenere costante il livello di concentrazione e intensità lungo tutta la stagione. “Essere estremamente motivato in ogni partita, dare sempre il massimo e non battere ciglio è una vera magia mentale“, ha osservato, indicando nella tenuta psicologica uno degli elementi che distinguono i campioni assoluti.
Il tecnico ha infine concluso il suo ragionamento con un riferimento diretto all’azzurro, definito “il lanciafiamme italiano“, aggiungendo che “conosce bene questa sensazione, quindi è in grado di gestire la situazione“.
