Tennis
Wimbledon si ferma per un’ora e mezza! Cos’è successo: i motivi dello stop e l’assenza di persone fisiche
Un noto detto inglese recitava: “L’estate inizia il 30 giugno e finisce il 1° luglio“. Un adagio che calzava a pennello, soprattutto negli anni ’90, quando le temperature alle latitudini britanniche non erano elevate e a volte rimanevano anche attorno ai 10 °C durante le due settimane di Wimbledon. Senza dimenticarsi delle proverbiale pioggia, un classico nel tempio per eccellenza del tennis internazionale. Tutto ormai sembra cambiato e oggi, durante le qualificazioni del terzo Slam della stagione, si sono toccati addirittura i 34 °C.
Un’ondata di caldo anomalo (non che in Italia vada meglio…) che potrebbe anche portare, nei prossimi giorni, quando si annuncia una media sempre attorno ai 32 °C, all’adozione della heat policy per proteggere i tennisti e anche il pubblico. Rimanendo alla giornata odierna, a farne le spese è stato il sistema di arbitraggio elettronico: ha smesso di funzionare per un’ora e mezza a causa del caldo, combinato con un’umidità del 51%.
Secondo una dichiarazione ufficiale dell’AELTC, si è verificata “un’interruzione temporanea di corrente, che ha causato il malfunzionamento del sistema di arbitraggio elettronico. Il guasto è stato riparato“. Nella scorsa edizione, Wimbledon si è allineato all’evoluzione tecnologica eliminando i giudici di linea umani ed è stato anche il primo torneo a introdurre un sistema di arbitraggio elettronico, il «Cyclops», che giudicava se il servizio fosse valido.
