Tennis
Jannik Sinner rifila un doppio 6-3 a Norrie nell’utile sgambata erbivora a Hurlingham
In un’atmosfera piuttosto rilassata e tranquilla, Jannik Sinner vince il suo incontro di esordio sull’erba del Giorgio Armani Tennis Classic, a Hurlingham. 6-3 6-3 il punteggio nei confronti di Cameron Norrie, il britannico che quattro anni fa raggiunse le semifinali a Wimbledon. Match utile per ritrovare le sensazioni su erba: pochissimi gli scambi lunghi, ma soprattutto tanta la tranquillità anche sotto il sole eccezionalmente cocente per l’ambiente londinese.
Pronti via, e c’è già il break per Sinner ai vantaggi nel primo game. I segnali, soprattutto al servizio, sono di buon livello su un’erba tuttora in ottimo stato, anche se i ritmi non sono, e non possono essere, quelli di un match vero (specie con il caldo londinese). Sul 3-1 c’è anche una situazione di 15-40, cancellata da Norrie che serve bene. Poi, sul 4-3, il britannico riesce a procurarsi un 15-30 sul quale Sinner recupera con buon agio. E, di lì, la qualità di Jannik inizia a emergere: sul 5-3 con la volée alta di dritto guadagna due set point, annullati entrambi da Norrie che però si trova a dover fronteggiare una terza chance, sulla quale arrivano un rovescio largo e il 6-3 a favore del numero 1 mondiale.
Nel secondo set i primi cinque game scorrono sostanzialmente senza grandi scossoni, alla luce anche del fatto che gli scambi sono piuttosto brevi. Improvvisamente, sul 3-2, è Sinner il primo a prendere l’iniziativa, ed arriva il break a 0 con tanto di risposta vincente di rovescio sulla seconda di Norrie. Il britannico non demorde, ha una palla del controbreak, riesce anche a trovare un numero di rovescio in corsa sulla discesa a rete di Sinner, che però in un modo o nell’altro si salva. Servono pochi minuti per certificare il 6-3 6-3.
Tutto da vedere ora il prossimo calendario dell’esibizione, ma una cosa è certa: Sinner ha lasciato buone sensazioni. Chiaramente siamo ancora all’inizio della preparazione verso Wimbledon, o meglio di quella versione erba, ma i segnali di qualcosa di valido ci sono eccome.
