24 Ore di Le Mans
WEC: Ferrari lontana a Le Mans, ma non si può parlare di sconfitta
Al rientro, dopo 10 giorni a Le Mans, è tempo di analisi al termine della 94ma edizione che ha visto il sesto successo di Toyota grazie all’equipaggio n. 7 di Kamui Kobayashi, Nick De Vries e Mike Conway. Ferrari ha ottenuto il quinto posto con Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado, la prima ‘sconfitta’ dopo tre anni di dominio.
Come abbiamo detto a più riprese, nelle scorse settimane e soprattutto dopo il test day di domenica scorsa, era evidente che il quarto acuto consecutivo della 499P sarebbe stato particolarmente complicato nonostante il dominio imposto nel 2025 o le splendide prestazioni del 2023 e 2024.
Ferrari ha saputo ottenere punti importanti per il campionato cogliendo un quinto posto non scontato alla vigilia. Non è possibile e non è corretto parlare di sconfitta quando tutto viene eseguito alla perfezione, di fatto l’unica cosa evitabile da parte della Ferrari n. 51 è stata la penalità presa ad inizio gara alla ‘Esses’ dopo il contatto con l’ORECA n. 9 Proton Competition.
L’errore di Pier Guidi è però dato dalla necessità di spingere al massimo sin dai primi minuti, per cercare di agganciare o comunque avvicinarsi ai rivali che sulla carta avevano una marcia in più. Toyota, Cadillac e BMW hanno avuto semplicemente un ritmo superiore, non colmabile soprattutto nella parte più veloce del tracciato.
La Rossa, è comunque migliorata rispetto alla passata stagione e nel 2027 evolverà in modo significativo, come confermato a Le Mans dal tecnico Ferdinando Cannizzo che già mercoledì alla vigilia delle qualifiche aveva dato una possibile chiave di lettura della competizione.
Soprattutto nel FIA WEC attuale e di conseguenza a Le Mans sono molti i fattori da tenere in considerazione prima di lanciarsi in varie analisi. Uno di questi, per capire l’andamento della prova, è la lettura dei dati durante la corsa, un compito quasi impossibile per l’assenza di informazioni certe da parte delle varie formazioni.
Il record di velocità prima della staccata di Mulsanne oppure allo speed trap presente prima della Chicane Daytona non corrispondono quindi alla certezza matematica di una vettura performante nei punti più rapidi del tracciato. Non importa infatti arrivare a 350km/h, molto meglio raggiungere 340 km/h nel minor tempo possibile e magari nella prima parte del rettilineo.
Il progetto 499P continua almeno fino al 2029 come sappiamo e cambierà molto nella prossima stagione agonistica. Confermarsi per quattro volte nella competizione più difficile al mondo nei primi cinque posti durante altrettante edizioni completamente differenti non è un fatto banale. L’impresa è ancora più significativa guardando l’intero evento e senza limitarsi a commenti precipitosi che possono solo danneggiare una realtà che in poche occasioni è stata così affascinante ed imprevedibile.
