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Rugby

United Rugby Championship: Leinster-Bulls vale una stagione

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Andrew Porter
Porter / IPA Agency

C’è qualcosa di speciale nelle grandi finali che si ripetono. Come nei migliori romanzi sportivi, Leinster e Bulls si ritrovano un anno dopo l’ultimo atto, ancora una volta sul palcoscenico monumentale di Croke Park, per assegnare il titolo dello United Rugby Championship 2025-26. Gli irlandesi arrivano all’appuntamento da campioni in carica e con la possibilità di conquistare il decimo titolo della loro storia, mentre i sudafricani inseguono ancora quel trofeo che è sfuggito in tutte le precedenti apparizioni in finale. È la prima volta nella storia della competizione che due squadre si affrontano in finali consecutive, un segnale di quanto queste due corazzate abbiano dominato il rugby transcontinentale degli ultimi anni.

Il Leinster di Leo Cullen si presenta con una formazione che trasuda talento internazionale in ogni reparto. Alle spalle c’è la regia sempre più matura di Sam Prendergast, affiancato dall’esperienza e dal ritmo di Jamison Gibson-Park, mentre il triangolo allargato formato da Hugo Keenan, Tommy O’Brien e James Lowe promette spettacolo e profondità offensiva. Lowe giocherà la sua ultima partita con la maglia della provincia irlandese, così come Rieko Ioane, chiamato a chiudere la sua avventura europea in un centrocampo completato da Jamie Osborne. Davanti, il ritorno dal primo minuto di Tadhg Furlong e la presenza del capitano Caelan Doris, recuperato in extremis dopo i problemi fisici accusati in semifinale, restituiscono al Leinster gran parte della propria leadership. Una squadra costruita per vincere subito, ma anche per cancellare la delusione della finale di Champions Cup persa contro Bordeaux poche settimane fa.

Dall’altra parte ci sono i Bulls, la franchigia di Pretoria che più di ogni altra ha incarnato l’ascesa del rugby sudafricano nell’URC. Johan Ackermann schiera una squadra a forte trazione Springboks, guidata dalla classe inesauribile di Willie le Roux e dalla coppia di mediani formata da Embrose Papier e Handré Pollard, uno degli uomini più decisivi del rugby mondiale negli ultimi anni. Sulle ali volano Kurt-Lee Arendse e Stravino Jacobs, mentre Canan Moodie rappresenta forse il simbolo della nuova generazione sudafricana. In avanti, il capitano Marcell Coetzee e il numero 8 Cameron Hanekom guidano un pacchetto che ha costruito la propria stagione sulla fisicità e sulla capacità di dominare le collisioni. Dopo una prima parte di campionato complicata, i Bulls hanno cambiato marcia fino a raggiungere la loro quarta finale URC in cinque stagioni, un percorso che ha restituito credibilità e ambizioni a una delle grandi potenze dell’emisfero sud.

In una sfida che assomiglia sempre più a un test match travestito da partita di club, non mancherà nemmeno il tocco italiano. A dirigere la finale sarà infatti ancora una volta Andrea Piardi, alla quarta finale consecutiva di URC, conferma della considerazione conquistata dall’arbitro bresciano ai massimi livelli internazionali. Attorno a lui si muoveranno decine di campioni del mondo, British & Irish Lions e protagonisti del Sei Nazioni e del Rugby Championship. Il Leinster parte favorito, anche perché dodici mesi fa travolse i Bulls 32-7 proprio a Croke Park. Ma il rugby insegna che le finali non si giocano con la memoria. Si giocano sul presente. E il presente promette ottanta minuti da non perdere.

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