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Sinner alla sfida Wimbledon: “Ho ritrovato la forma. Gli errori si pagano, ho imparato molto a Parigi”

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / LaPresse

Jannik Sinner si ripresenta a Wimbledon da campione in carica e da uomo da battere. L’assenza di Carlos Alcaraz, il suo principale rivale, contribuisce inevitabilmente a rafforzarne lo status di favorito, ma quanto accaduto poche settimane fa al Roland Garros invita alla prudenza. Anche a Parigi, infatti, il forfait dello spagnolo sembrava aver spalancato all’azzurro prospettive particolarmente favorevoli. Invece il torneo del numero uno del mondo si è concluso prematuramente, con la sorprendente eliminazione al secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo e i successivi accertamenti medici effettuati al San Raffaele di Milano per fare chiarezza sulle sue condizioni fisiche.

Alla vigilia dei Championships, Sinner ha però rassicurato tutti sulle proprie condizioni nell’intervista concessa a Stan.Sport, raccontando di aver superato il momento delicato seguito alla parentesi parigina e di essere pronto a tuffarsi nuovamente nell’atmosfera unica dell’All England Club.

Per il tennista altoatesino il ritorno sui prati di Church Road ha inevitabilmente riacceso emozioni speciali. “È una giornata molto diversa, ma davvero speciale. Per me questo è il torneo più speciale dell’intera stagione. Innanzitutto perché si gioca su una superficie unica e poi perché essere di nuovo qui, a Londra, è qualcosa di straordinario. Dell’anno scorso ho soltanto ricordi positivi. So che ogni stagione è diversa e che mi aspetta una grande sfida, ma bisogna anche godersi certi momenti e questo è sicuramente uno di quelli“.

Le sensazioni si sono amplificate una volta rimesso piede nel circolo londinese. “Sì, è stato incredibile. Sono qui già da qualche giorno e vedere il club ancora poco affollato permette di percepire tutto in maniera ancora più intensa. Osservare l’erba perfetta, soprattutto sul Centre Court, è davvero bellissimo. Ora stiamo cercando di riadattarci alle condizioni, perché qui il tennis è diverso rispetto alle altre superfici, ma sono molto fiducioso di avere il tempo necessario per prepararmi al meglio e farmi trovare pronto per il primo turno“.

Guardando il proprio nome inciso accanto a quelli delle grandi leggende del torneo, Sinner non nasconde lo stupore per il cammino compiuto. “Se devo essere sincero, da bambino non avrei mai immaginato di trovarmi in questa posizione. Non pensavo nemmeno di poter giocare a Wimbledon, perché sembrava un sogno lontanissimo. Venendo da un piccolo paese, non era realistico immaginare tutto questo. Oggi avere almeno un titolo qui e vedere il mio nome accanto a quelli di campioni straordinari è qualcosa di davvero speciale. Quando torno qui ricordo ancora l’ultimo punto della finale, la mia famiglia, il mio team e mio fratello sugli spalti. È stata un’emozione incredibile che mi piacerebbe provare ancora. Ma anche se non dovesse accadere di nuovo, nessuno potrà togliermi ciò che ho vissuto: lo ricorderò per tutta la vita“.

Il numero uno del mondo ha poi riflettuto sulle difficoltà di assaporare i successi in uno sport che impone di guardare sempre avanti. “Nel tennis non è semplice godersi le vittorie, perché dopo quattro o cinque giorni devi già tornare in campo e ricominciare tutto da capo. Anche se disputi un grande torneo e perdi in semifinale, esci comunque da sconfitto. Alla fine c’è un solo vincitore. Per questo conquistare i trofei più importanti del nostro sport è qualcosa di straordinario. Io ho i miei sogni e so che lavorando duramente posso raggiungerli, ma il tennis resta uno sport imprevedibile: basta una giornata storta e l’eliminazione può arrivare subito. Per questo procedo un giorno alla volta, ma resto molto positivo“.

Particolare attenzione è stata dedicata alle sue condizioni fisiche dopo l’uscita di scena a Parigi. Jannik ha fugato ogni dubbio: “Sto molto bene, grazie. Abbiamo fatto tutti i controlli necessari e i risultati sono stati molto positivi. Sono davvero felice. Avevo bisogno di staccare un po’ e dopo Parigi ho trascorso dieci giorni con la mia famiglia e i miei amici, apprezzando momenti che spesso durante la stagione è difficile vivere. Credo che tutto accada per una ragione. Ho avuto un lungo periodo di preparazione, ho lavorato molto dal punto di vista fisico e ora mi sento nuovamente forte e in ottima forma“.

Riguardo alle possibili cause del problema accusato al Roland Garros, il campione azzurro preferisce non sbilanciarsi: “È difficile dirlo. Dopo Parigi abbiamo parlato a lungo per capire se sarebbe successo lo stesso anche senza disputare alcuni tornei precedenti. La verità è che non lo sappiamo. Ogni giorno è diverso e quando commetti qualche errore, a volte ne paghi il prezzo. Sicuramente avremmo potuto gestire meglio alcuni aspetti, ma non dimentico che fino a quel momento avevo disputato una stagione straordinaria, vincendo tantissime partite e ottenendo grandi risultati. Ho imparato molto da quello che è successo e penso che in futuro mi renderà ancora più forte. Cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose“.

Fondamentale, in questo percorso di recupero, è stato il tempo trascorso lontano dai campi. “Quando il torneo è ancora in corso non è facile staccare completamente la spina, ma ho passato giornate splendide. Mi sono concesso qualche ora di sonno in più, ho giocato molto a carte, che è una delle cose che preferisco fare, e soprattutto ho trascorso tempo con amici e familiari. Con loro posso essere semplicemente me stesso, scherzare e rilassarmi. È qualcosa che apprezzo enormemente“.

Infine, Sinner ha parlato del momento d’oro del tennis italiano, che considera uno dei fattori più importanti per la crescita del movimento. “È fantastico. Se ci penso, qualche anno fa una situazione del genere sarebbe stata impensabile. Oggi abbiamo tanti giocatori competitivi e se uno dei favoriti esce presto, come è successo a me a Parigi, ci sono altri tre o quattro italiani pronti a fare strada nel torneo. Ci spingiamo a vicenda a migliorare, perché ognuno vuole essere migliore degli altri, ma è una competizione sana. Sono felice quando vedo gli altri italiani ottenere risultati importanti. Più siamo e meglio è per tutto il nostro movimento“.

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