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Sinner e temperature fuori norma in arrivo a Londra. La heat policy e un paracadute rispetto a Parigi
Londra si prepara a vivere giornate eccezionalmente calde proprio alla vigilia di Wimbledon. Le temperature registrate nella capitale britannica stanno sorprendendo addetti ai lavori e protagonisti del circuito, tanto che Paolo Bertolucci ha ironizzato sui social paragonando l’atmosfera londinese a quella di Dubai. Un contesto climatico insolito che riporta inevitabilmente alla memoria quanto accaduto poche settimane fa al Roland Garros, dove il caldo intenso aveva condizionato diverse partite, provocando anche malori e ritiri.
Tra i giocatori maggiormente osservati c’è Jannik Sinner. Il numero uno del mondo, infatti, in passato ha mostrato una certa sensibilità alle condizioni atmosferiche più estreme. Ancora fresco è il ricordo del malessere accusato durante il match parigino contro l’argentino Juan Manuel Cerundolo, episodio che aveva evidenziato quanto le elevate temperature possano rappresentare un fattore da non sottovalutare per l’altoatesino.
Da qui nasce una domanda inevitabile: come verrà gestita un’eventuale emergenza caldo durante i Championships?
Wimbledon dispone di una specifica procedura pensata per proteggere la salute degli atleti. La cosiddetta Heat-Policy entra in vigore quando l’indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature), parametro utilizzato per valutare lo stress termico, raggiunge o supera quota 30,1 gradi. Non si tratta di una semplice rilevazione della temperatura dell’aria: il calcolo tiene conto di diversi elementi, tra cui umidità, ventilazione, esposizione ai raggi solari e temperatura della superficie di gioco.
Il monitoraggio viene effettuato in momenti prestabiliti della giornata: mezz’ora prima dell’inizio degli incontri, alle 14 e alle 17. Quando la soglia prevista viene superata, i giocatori hanno la possibilità di usufruire di una pausa straordinaria. Nei match al meglio dei tre set l’interruzione è collocata tra la seconda e la terza frazione, mentre nelle sfide maschili al meglio dei cinque set viene concessa tra il terzo e il quarto parziale. È sufficiente che uno dei due contendenti ne faccia richiesta affinché il beneficio venga esteso a entrambi.
Durante questo intervallo gli atleti possono lasciare il terreno di gioco per rinfrescarsi, cambiarsi o fare una doccia. Restano invece vietati sia il coaching sia eventuali trattamenti medici effettuati direttamente sul campo. Inoltre, qualora le condizioni atmosferiche peggiorassero ulteriormente e l’indice WBGT oltrepassasse la soglia di 32,2 gradi, il regolamento prevede la sospensione completa dell’attività sui campi all’aperto.
Per Sinner esiste però un elemento che potrebbe fare la differenza rispetto all’esperienza vissuta a Parigi. La normativa sul caldo non si applica infatti sul Centre Court e sul Campo n.1 quando il tetto è chiuso, poiché in quel caso l’ambiente è climatizzato e sottoposto a un controllo costante delle condizioni interne.
Si tratta di un dettaglio tutt’altro che marginale. Considerando il suo status di testa di serie numero uno, Sinner disputerà quasi certamente tutti i suoi incontri principali sui due campi dotati di copertura retrattile. Una situazione che potrebbe offrirgli una protezione supplementare qualora l’ondata di caldo dovesse intensificarsi nel corso del torneo, un po’ come era accaduto nella partita degli Australian Open di quest’anno contro l’americano Eliot Spizzirri. Un vantaggio logistico e regolamentare che al Roland Garros non era disponibile e che potrebbe trasformarsi in un alleato prezioso nel percorso londinese dell’azzurro.
