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Remco Evenepoel verso il Tour de France: “Creato un deficit calorico. Pogacar? Un peccato non vedere più battaglie”

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Remco Evenepoel
Remco Evenepoel / IPA_Agency

Remco Evenepoel punterà a essere il terzo incomodo al Tour de France 2026, che scatterà il prossimo 4 luglio da Barcellona. Il fuoriclasse belga andrà a caccia del podio, provando a inserirsi nella preannunciata lotta tra lo sloveno Tadej Pogacar e il danese Jonas Vingegaard, i grandi favoriti per la vittoria finale nella corsa a tappe più importante e prestigiosa della stagione. Il Campione Olimpico di Parigi 2024 è riuscito a evitare la squalifica di nove giorni che la Federazione Belga impone a chi non partecipare ai Campionati Nazionali, presentando un certificato medico che è stato accettato.

L’alfiere della Red Bull-BORA-hansgrohe è poi intervenuto in conferenza stampa, proiettandosi verso la propria avventura alla Grande Boucle. Il 26enne ha fatto un confronto con la passata edizione, non portata a termine: “L’anno scorso arrivai alla partenza completamente esausto. Questa volta, invece, sono riuscito a completare tutti gli allenamenti e sono molto soddisfatto del lavoro svolto. L’anno scorso non ero riuscito a portare a termine nemmeno un intervallo nell’ultimo ritiro prima del Tour. Quest’anno, invece, ho completato tutto il programma e i parametri di allenamento mi confermano che sono nella direzione giusta“.

Remco Evenenepoel si è soffermato anche sul peso ideale: “Abbiamo creato un deficit calorico in maniera intelligente, senza esagerare. Ci sono stati momenti difficili, ma gli allenamenti sono andati bene. Sono al peso che dovevo raggiungere e, soprattutto, non ho sacrificato la potenza“. Un passaggio sugli avversari:Pogacar è stato impressionante, ma ormai non è più una sorpresa. A volte mi dispiace vedere che quando attacca nessuno provi davvero a seguirlo. A parte Richard Carapaz, non ho visto corridori tentare di restargli a ruota. Se il ritmo è troppo alto, ovviamente non c’è nulla da fare, ma è un peccato non vedere più battaglia“.

Sulla cronometro a squadre in apertura:L’importante sarà arrivare insieme all’ultimo chilometro, poi ognuno dovrà dare il massimo. Non possiamo aspettarci a vicenda perché perderemmo tempo. Alla fine quei 20 chilometri conteranno poco per la classifica generale: la vedo soprattutto come un’occasione per vincere una tappa e conquistare la maglia gialla. C’era un dubbio soltanto sull’ultimo posto, tra Nico Denz e Gianni Vermeersch. Alla fine è stato scelto Denz, ma la decisione spettava alla squadra. Credo comunque che ci presenteremo al via con un gruppo molto equilibrato, tra passisti, scalatori e corridori completi come Mattia Cattaneo e Jan Tratnik“.

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