Fondo
Nuoto di fondo, la 10 km non sorride agli azzurri nella tappa finale di Setubal. Paltrinieri ottimo nella 3 km Knockout
La tappa conclusiva della Coppa del Mondo di nuoto di fondo, andata in scena a Setúbal, ha lasciato indicazioni significative per l’Italia in vista dell’appuntamento clou della seconda parte di stagione: gli Europei di Parigi, in programma dal 4 all’8 agosto.
La 10 chilometri maschile ha confermato innanzitutto la solidità del gruppo allenato da Fabrizio Antonelli. Andrea Filadelli ha visto sfumare all’ultimo atto la possibilità di conquistare la Coppa del Mondo, chiudendo quinto nella gara portoghese e scivolando al quarto posto della classifica generale. Un epilogo amaro per il ligure, che però non cancella quanto di buono costruito nell’arco dell’intera stagione. Essere arrivato all’ultima prova in testa alla graduatoria testimonia infatti la continuità di rendimento raggiunta dal venticinquenne di Lavagna, ormai stabilmente inserito tra i migliori specialisti internazionali.
La gara di Setúbal ha evidenziato anche un altro aspetto incoraggiante per i colori azzurri: la densità del movimento. Dietro ai protagonisti della lotta per il successo, l’Italia ha piazzato tre atleti nei primi sette posti, con Marcello Guidi sesto e Dario Verani settimo, mentre Domenico Acerenza ha concluso undicesimo. Un dato che certifica la qualità complessiva della squadra e che potrà rivelarsi prezioso soprattutto nelle prove continentali, dove la gestione tattica e il gioco di squadra assumono spesso un peso determinante.
Più indietro, tredicesimo, ha chiuso Gregorio Paltrinieri. Un piazzamento che, isolato dal contesto, potrebbe apparire poco significativo, ma che va letto alla luce di una programmazione ormai consolidata. Il campione emiliano continua infatti a utilizzare le tappe di Coppa come passaggi di costruzione verso gli appuntamenti principali, privilegiando il lavoro e la condizione generale rispetto al risultato immediato.
Ed è proprio Paltrinieri ad aver offerto il segnale più interessante nella giornata conclusiva della World Cup. Nella 3 km Knockout, format sempre più spettacolare e selettivo, il fuoriclasse azzurro ha conquistato un brillante secondo posto alle spalle soltanto del tedesco Oliver Klemet. Dopo aver superato senza difficoltà batterie e semifinali, il carpigiano ha disputato una finale di alto livello, risultando il migliore alle spalle di un Klemet apparso superiore fin dalle prime fasi della competizione.
Il valore del risultato va oltre la medaglia. In una prova che richiede accelerazioni continue, cambi di ritmo e una notevole freschezza muscolare, Paltrinieri ha mostrato brillantezza, capacità di gestione e una condizione in evidente crescita. È probabilmente questo l’aspetto che più interessa in ottica europea: il capitano azzurro sembra avvicinarsi gradualmente al suo miglior livello proprio nel momento in cui la stagione entra nella fase decisiva.
Anche nella Knockout non sono mancati i riscontri positivi del gruppo. Filadelli ha chiuso quinto, Verani ottavo e Acerenza nono, con tutti gli italiani presenti capaci di raggiungere la finale. Un’altra dimostrazione della competitività complessiva della squadra, che può contare su più carte da giocare e non soltanto sull’esperienza del suo atleta simbolo.
Sul fronte femminile, la conferma più importante arriva da Ginevra Taddeucci. Quinta nella 10 chilometri dopo aver guidato la gara per lunghi tratti, la toscana ha dimostrato ancora una volta di poter restare a contatto con l’élite mondiale. Il finale meno incisivo le ha impedito di salire sul podio, ma la prestazione resta incoraggiante, soprattutto considerando il livello elevatissimo espresso dalle avversarie e il percorso che l’ha portata recentemente all’argento mondiale.
In prospettiva Parigi, dunque, il fondo azzurro esce da Setúbal con alcune certezze e qualche indicazione da affinare. La prima è che l’Italia dispone di una squadra ampia e competitiva sia al maschile sia al femminile. La seconda riguarda Paltrinieri, apparso in crescita e nuovamente capace di fare la differenza quando la gara richiede qualità tecniche e agonistiche superiori. La terza è rappresentata dalla maturazione di Filadelli, ormai presenza stabile nelle posizioni che contano del panorama internazionale.
