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Atletica

Noah Lyles da gladiatore con Jacobs e pronostica il tempo per il Golden Gala: “Sono sempre all-in, voglio questo crono”

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Jacobs Lyles
Jacobs Lyles / Grana/FIDAL

Noah Lyles sarà una delle grandi stelle che arricchiranno il Golden Gala, tappa della Diamond League che andrà in scena giovedì 4 giugno allo Stadio Olimpico di Roma. Il fuoriclasse statunitense è tornato nella Capitale a sette anni di distanza dall’ultima apparizione e si cimenterà sui 100 metri, dove tra l’altro troverà il nostro Marcell Jacobs: testa a testa imperdibile tra gli ultimi due Campioni Olimpici della gara regina (il velocista lombardo si impose a Toyo 2020, l’americano fece festa a Parigi 2024).

Il Campione del Mondo dei 200 metri sarà alla sua terza apparizione stagionale all’aperto: il 17 aprile corse il mezzo giro di pista in 19.91 a Gainesville, mentre il 17 maggio si espresse in 9.95 sul rettilineo a Tokyo. L’uscita nella Città Eterna rappresenterà un passaggio per il 28enne, in un’annata agonistica che non prevede appuntamenti di primissima fascia per gli altri non europei (al netto della novità Ultimate Championship).

Durante la giornata della vigilia, Noah Lyles e Marcell Jacobs, che vantano personali rispettivamente da 9.79 e 9.80, si sono recati al Colosseo e sono stati fotografati in un luogo iconico, dove hanno sfoggiato le proprie medaglie d’oro a cinque cerchi. In pista ci saranno anche altre grandi stelle come il botswano Letsile Tebogo, il sudafricano Akani Simbine, il keniano Ferdinand Omanyala e il britannico Jeremiah Azu.

Noah Lyles non si è nascosto dietro a un dito durante la conferenza stampa della vigilia e ha individuato un obiettivo: “Divertirsi è la cosa più importante, non sentire la pressione, arrivare dove voglio. Se corriamo, divertiamoci. Non torno a Roma dal 2019. Non ho mai fatto una gara senza essere all-in, senza dare il massimo: se mi presento a una gara sono pronto per correre. Il mio coach ha detto che sono in forma e che valgo 9.85, questo è quello che mi aspetto”.

L’americano ha poi proseguito:Io e Jordan (Anthony, n.d.r.) abbiamo avuto delle sessioni di allenamento molto intense. A volte penso se quella attuale sia la forma fisica migliore, se fossi più in forma alle Olimpiadi di Parigi. Ma sto vedendo delle cose molto positive. E ho un compagno di allenamento che mi spinge”.

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