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GP UngheriaMotoGP

MotoGP, promossi e bocciati GP Ungheria 2026. Marquez e Martin, due modi opposti di fare Strike!

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Marc Marquez
Marc Marquez / Lapresse

La MotoGP ha mandato in archivio un intenso double header, disputatosi tra il Mugello e il Balaton Park. Due contesti agli antipodi per caratteristiche dei tracciati e per spettacolarità dei contesti. Ora si tira il fiato, ma prima dell’appuntamento programmato in Cechia fra due settimane, è bene fare un ritorno sul GP d’Ungheria, allo scopo di fare la summa di promossi e bocciati.

PROMOSSI

MARQUEZ Marc (Ducati) – Solo applausi per El Trueno de Cervera, che nonostante sia ancora convalescente dopo la doppia operazione affrontata a inizio maggio, ha dominato la scena ungherese. Si è rivisto il vero Marquez, quello capace di sbaragliare gli avversari come una palla da bowling fa con i birilli. Si è finalmente scrollato le spalle la scimmia di quella centesima vittoria che non arrivava mai. Ora ricomincia il bello. Conoscendolo, dopo quanto accaduto al Balaton Park, starà pensando di imbastire la più grande rimonta iridata di sempre.

ACOSTA Pedro (Ktm) – Ce la sta mettendo tutta per conseguire la prima affermazione nella classe regina. Un traguardo che, però, non riesce mai a tagliare! Ormai si è perso il conto dei secondi e dei terzi posti. Ieri ha corso in maniera aggressiva, azzardando la soft al posteriore e disputando una gara tutta d’attacco. Il soprannome “Squalo” gli si addice parecchio. Il suo giorno arriverà e il duello con Marc Marquez è stato emozionante. Sarà il leitmotiv del 2027, quando entrambi piloteranno una Ducati?

MARINI Luca (Honda) – Un quinto posto importantissimo, perchè arriva in un momento in cui è finito ai margini del mercato piloti. Il risultato è cruciale per evitare di finire nel dimenticatoio, gli permette di farsi notare e di ricordare a tutti di essere un centauro di valore. Non è un fuoriclasse, siamo tutti d’accordo. Al contempo, però, tutti ne hanno stima. E’ relativamente giovane, non è fermo. Sarebbe un peccato se nel 2027 si ritrovasse relegato al ruolo di collaudatore. L’augurio è di vederlo ai livelli del Balaton anche nel prossimo futuro.

LECUONA Iker (Ducati Gresini) – Arriva dalla Superbike per sostituire una tantum Alex Marquez e si comporta alla grande. D’accordo, lui non era completamente a digiuno di MotoGP. Ci aveva già corso tanti anni fa, arrivandoci forse troppo presto e venendo cestinato altrettanto frettolosamente. Però non era affatto scontato trovarlo così competitivo. Le sue prestazioni sono state notevoli e lodevoli. Un bel weekend, che rappresenta un interessante viatico in ottica futura. A breve e medio termine.

BOCCIATI

MARTIN Jorge (Aprilia) – Sabato, nella “sua” Sprint, è stato sonoramente battuto da Marco Bezzecchi. Nell’economia del Mondiale, è stata “una sconfitta in casa”. Domenica, poi, ha abbattuto. Sé stesso, il compagno di squadra, Raul Fernandez e Fermin Aldeguer! Magari l’incidente del GP non è stato totalmente colpa sua; magari la sfortuna ci ha messo lo zampino; magari la pista non è il massimo dal punto di vista della sicurezza. Però, parliamoci chiaro, quello ungherese è stato un fine settimana sofferto. Se Marc Marquez ha fatto strike in un senso, quello buono, lui lo ha fatto in un altro, il peggiore.

DI GIANNANTONIO Fabio (Ducati VR46) – Chi l’ha visto? Domenica le circostante gli hanno detto male, ma il suo weekend è stato complessivamente deficitario. La sua solidità e costanza di rendimento sono venute meno, generando un improvviso e autentico passaggio a vuoto. C’è poco da aggiungere. Ha fatto tanta fatica e non è con fine settimana come questi che si può ambire a far saltare il banco iridato, soprattutto se si corre di rincorsa. Deve voltare pagina, in fretta.

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