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Roland GarrosTennis

Mirra Andreeva vince il Roland Garros, favola senza lieto fine per Maja Chwalinska

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Mirra Andreeva
Mirra Andreeva / LaPresse

Mirra Andreeva vince per la prima volta in carriera il Roland Garros (e, in senso assoluto, uno Slam). Niente lieto fine per la spettacolare favola di Maja Chwalinska: la polacca deve cedere per 6-3 6-1 di fronte alla numero 8 del mondo, che guadagnerà la sesta posizione del ranking WTA a partire da lunedì. Una russa rivince lo Slam parigino a 12 anni di distanza da Maria Sharapova, diventando la quarta del Paese a farlo, includendo Anastasia Myskina e Svetlana Kuznetsova. Alla classe 2001 nativa di Melchow, invece, andrà l’approdo al numero 21 della classifica mondiale, e senz’altro ci sarà da discutere circa l’opportunità (evidente) di darle una wild card per il tabellone principale a Wimbledon, il che la porterebbe dritta tra le teste di serie.

Già lottato il primo game, con annesso netto contrasto di stili e dritto dal centro di Andreeva che vale la palla break, annullata con una mirabile volée di dritto da Chwalinska. Di chance, però, la russa ne ha altre due, e dopo sette minuti il break arriva con un rovescio dal centro e la polacca inchiodata quasi sempre sul rovescio. Andreeva, però, concede due palle del controbreak in modo immediato, e sulla seconda, dopo un lungo scambio di strategia e con palle altissime, Chwalinska ottiene il controbreak. Non riesce, però, a tenere il successivo turno di battuta, cedendolo di nuovo e stavolta a 30. Lo stesso modo con cui Andreeva di nuovo restituisce la pariglia, con tanto di doppio fallo sul 30-40. Poi la polacca, con l’aiuto di un bello schema palla corta-pallonetto e di due contropiedi di rovescio per aprirsi sul dritto, è la prima a tenere il servizio, a zero peraltro: 3-2. L’elemento condizionante resta il vento, che sul 3-3 30-30 si porta via il dritto di Chwalinska, che poi mette il rovescio in rete: 3-4 Andreeva. Che, da qui in avanti, prende in mano tutta l’iniziativa: il parziale complessivo è di 16 punti a 4 e vale il 6-3 in 42 minuti.

Il momento di Chwalinska diventa seriamente difficile: qualche errore di troppo, Andreeva che sale di giri e nel secondo game c’è già un 15-40. Le due chance se ne vanno, ma sulla terza c’è l’errore in lunghezza (di poco) della polacca che vale lo 0-2. Non c’è però alcuna resa da parte di Chwalinska, che continua a giocare il suo tennis ad alta variabilità e va sullo 0-40, solo che Andreeva recupera tutto e si va a prendere il 3-0 in proprio favore. A questo punto il divario diventa nettamente più ampio, un po’ perché la polacca non riesce più a tenere il ritmo dei primi 40 minuti, un po’ perché la russa comincia a spingere in maniera sempre più pronunciata, trovando soprattutto con il dritto vincenti e opportunità di allargare il campo. In fretta arriva il 5-0. Poi, sul 5-1, Chwalinska ha un sussulto che le vale una palla break, e i continui errori di Andreeva tengono il match aperto: 5-2. Di fatto è solo un modo per ritardare la fine di pochi minuti, e questa arriva con un rovescio vincente in avanzamento in un ultimo game in risposta tenuto a zero.

Fondamentalmente decisivi due dati: la progressione di Andreeva dal 3-3 del primo set e il 55%-17% a favore della russa nel complesso di punti vinti con la seconda di servizio. 25-26 il rapporto vincenti-errori gratuiti contro il 10-29 di Chwalinska, meno in grado di adattarsi al vento che ha disturbato buona parte del match. Rimane, però, un torneo clamoroso della polacca, che a questo punto non lascia più da sola Iga Swiatek a reggere le sorti del tennis del suo Paese.

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